Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MONTANELLI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <1337>
immagine non disponibile

Epistolario di Giuseppe Montanelli, ecc. 1337
aperte e lette da quei signori del Quartìer Generale. Questa la imposterò qui e spero che arriverà certamente.
Ieri l'altro sera verso mezzanotte fummo improvvisamente fatti mettere su Farmi. Ci fecero stare sull'armi a cielo aperto fino alla mattina, e quindi ci fu ordinato di marciare e venimmo a Goito. Io ho marciato sempre a piedi coi miei bersaglieri compagni di pericolo. L'essersi trovati insieme nel campo sotto al cannone nemico mi ha attaccato a loro e mi dispiacerebbe a lasciarli. Per quanto a Cariatone fossimo col­locati orribilmente mi è dispiaciuto lasciare quel posto perchè la nostra partenza è stata una viltà dopo averlo occupato. Il grido contro la direzione è generale. Anche CastmeUi si e separato da quelli che comandano e sussurra di nuovo con noi. Questa nostra spedizione è condotta orribilmente. Si vuol fare di tutto per disgustare i volon­tari e per obbligarli a tornare a casa. La malafede del Governo si trova... *)
I fatti di Roma hanno afflitto anche me, ma da un male spero che nascerà un bene, cioè la dissoluzione del Governo Temporale del Papa. Pio IX ha avuto ragione di rifiutare di dichiarare la guerra all'Austria. Altro è benedire le bandiere e riconoscere la giustizia di un movimento, ed altro il prender parte alle fucilate. H Papa non può, ne deve ferire nessuno. Ma qui appunto apparisce l'incompatibilità del potere spirituale col potere Temporale del Papa. La -lunga serie di Papi politici è una superfatazione pagana nel cattolicismo. Pio IX ripiglia la tradizione del Papato Apostolico, e questa è la sua grandezza. Se avessi tempo e agio di scrivere farei vedere che l'ultimo fatto romano lungi dall'essere una ritrattazione di Pio IX non è altro che una conseguenza di principio che lo ha fatto essere così popolare.
II Viva Pio IX, svolgendo il senso che contiene questo grido, esso non è grido solamente italiano, ma europeo, anzi mondiale, è la ricognizione di un centro morale e non di un centro politico.
Non vi scoraggiate. In tutti questi moti è visibile la mano della Provvidenza. Io non ho creduto così profondamente come adesso. Se ci dovessimo trattenere qualche giorno qui vi verrei a fare una visita.
Curtatone 12 maggio.
Vi scrissi da Goito. A un tratto ricevemmo ordine di partenza e a marcia forzata ritornammo a Cintatone. La nostra avanguardia incontrò i tedeschi. Combattè valoro­samente e li respinse. Furono feriti tre dei nostri uno dei quali (il maggiore Landucci). 2) è morto stanotte. Dicono che ci daranno la muta e che verremo a Goito. Allora farò una corsa a Milano o vi scriverò di venire a Brescia. Laugier è stato fatto generale.s) Deve
1) Parola indecifrabile. Forse: in ogni atto.
2) Landucci Ferdinando (n. a Pescia il 4 dicembre 1791, m. a Curtatone il 12 maggio 1848) col grado di maggiore, comandò la prima colonna Toscana che il 23 marzo varcò il confine occupando i territori degli ex stati Estensi. Designato al comando dei volontari fu aiutante maggiore nella colonna Meloni. (Cfr. Dia. Stor. Risorg. cit.).
3) Il Montanelli si riferisce alla voce che in quei giorni circolava tra le milizie toscane (vedi nota 1 a pag. 1834)* divulgata qualche giorno dopo dai giornali toscani con quelle frasi poco riguardose per U generale D'Arco Ferrari, di cui parla la lettera Melasi citata in nota 1 a pag. 1334. La nomina del Do Laugier avvenne effettivamente, ma soltanto più tardi.
Infatti, con disposizione 27 maggio del Ministero della Guerra, il generalo D'Arco Ferrari fu richiamato a provvisoriamente a Firenze all'effetto di provvedere alla più