Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
<
1937
>
pagina
<
1343
>
Il generale Bonetti 1343
che bere e dormire: ho già dormito un momento ma se posso dormirò ancora perchè partiamo di nuovo questa sera alle ore 6 per Rovigo e sebbene la tappa non sia lunga quando si è in marcia vi è sempre pericolo di perdere la notte tutta intiera. Abbiamo montato l'uffizio e ti scrivo mentre i miei uffiziati, sott'uffizioli e caporali stanno attendendo ai lavori di cui li ho incaricati. Sulla tavola dove scrivo vi è un bellissimo tappeto di ciniglia, il padrone è un negoziante in questo piccolo paese di 4000 anime circa, egli ha un figlio di 16 anni che da quattro anni, in seguito ad una malattia, perdette gli occhi e rudito...
Col rimpasto dell'esercito di cui ti ho già scritto si avrà un'armata di spedizione che si recherà dove sarà il caso, ed un'armata per la Lombardia. Io fard parte della prima sotto il general Cialdini. Ad onta di tuttociò qualche uomo politico assicurava che prima di otto giorni si avrà l'armistizio: ma ad ogni modo è meglio spingere le operazioni ed occupare almeno i paesi che si dovranno annettere al regno...
Oggi sono veramente stanco, quel marciare di notte, quel calore soffocante, quel dormir poco mi affatica assai: se il calore fosse minore poco male ma la temperatura di ieri e di oggi è straordinaria. A momenti ci recano il pranzo che ci fa un nostro cannoniere coi viveri che ci fornisce il governo. Da ieri alle ore 2 non ho più mangiato: qui vi è ghiaccio ma d'ordinario è quasi impossibile trovarne. La camera d'ufficio serve pure per il pranzo, ha due finestre a mezzogiorno, interamente aperte verso la campagna: il solaio è basso che io colla mano arrivo senza incomodo a toccarlo, l'ambiente rimane quello di un vero forno. Addio, bacia Camilla etc. tuo aff.mo Cesare.
latterà n. 27.
Rovigo 18 luglio 1866.
Cara Adele, Non posso nemmeno scriverti. Avanti ieri a sera giunsi a Rovigo, speravo di rimanere due giorni tranquillo, ma ieri mattina dovetti partire per vedere un passaggio sull'Adige dove feci gettare un ponte che ora ha già servito ed è già tolto: stetti ivi tutto il giorno. Questa notte dovetti alzarmi e stare tutta la notte al lavoro, idem quest'oggi ed ora devo andare a pranzo dal Gen. Pianell, poi partire subito dopo per fare una tappa molto lunga in questa notte: non ho nemmeno ritenuto il nome del paese dove vado... Andiamo verso Venezia; mi si dice che nel rimpasto dell'esercito sarò cambiato di corpo d'armata ma non Io credo... tuo Cesare.
Lettera ri. 28
Bovolento 19 luglio 1866.
Cara Adele, Mentre ero per scriverti due parole perchè parto all'istante per Strà paese sul Brenta, ricevo la tua carissima e compitissima lettera del 17 corrente. Quante, cose mi aerivi, e quanto piacere mi fece il leggerle ma ora mi è impossibile scriverti molto: arrivo di notte, tardi alla tappa, appena a letto devo sovente levarmi tosto, scrivere lettere, consultare carte per dare ordini, spedire uffizioli, sovente molto lontani, e di giorno ho spesso qualche incombenza, non posso dormire, tuttavia non sono né stanco, né malato, ma se mi venisse il destro di dormire una volta a sazietà, uè sentirei vantaggio. Se vi è nel rapporto qualche parola a mio riguardo non e che io. abbia fatto nulla di straordinàrio: ti spiegherò appena possibile, come andarono
le cose.
Tonti saluti a tutti quelli che domandano dì me...
Addio tuo Cesare.