Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1345>
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Il generale Bonetti
Lettera n. 31.
Mirano 21 loglio 1866.
Cara Adele, Partiti questa mane da Strà, giungemmo a mezzogiorno a Mirano credendo di passarvi la notte ma invece ora venne ordinato di rimetterei in marcia questa sera alle ore 6 per Caniziano. Colla tappa di questa mane sono d'oggi 20 miglia di Piemonte che deve fare la truppa, se ciò è già assai grave viaggiare a cavallo, per chi viaggia poi a piedi con questo calore è una fatica considerevole: massime che il nostro corpo dal 14 giugno ha continuamente marciato, appena qualche rara volta si fermò due giorni od un solo nelle posizioni che prese.
Per verità in cinque campagne che conto, colla presente, non ho mai camminato tanto sebbene anche nel 48 e 49 si siano fatte molte tappe: ma forse mi sbaglio, nel 1848 probabilmente ho camminato, quanto nella campagna attuale. Intanto per for­tuna ho già dormito un pochino, e poi per mio conto sopporto senza soggezione tutto quello che si va facendo, ad onta che sia stato talvolta anche assai affaticato; Ì3L più si è che marciando tanto, quando arrivo alle tappe non ho sempre voglia di lavo­rare, ben sovente è anche impossibile e quindi non posso disimpegnare tutte le incom­benze: di quando in quando però, apriamo l'uffizio facendo lavorare insieme otto o dieci persone per sei od otto ore di seguito: poi si intascano le carte e le penne e si riparte. Oggi non sono più alloggiato in un palazzo reale ma semplicemente nella casa di un negoziante di ferro: invece delle corone ferree che sormontavano il mio letto nella notte scorsa, e di tante corone uguali che ornavano le pareti, oggi dispongo del ferro per fucinare le corone stesse. Mirano dista da Venezia di sole 7 miglia di Piemonte: dal piano superiore della casa che abito vedesi distintamente a occhio nudo il campanile, di S. Marco. Ma ora ci allontaneremo da Venezia che è pur tenuta da piccola guarnigione: questa notte ci avvicineremo invece a Treviso. Gli austrìaci lasciarono guarnigione nelle fortezze e colla maggior parte delle truppe accorrono a sostenere l'esercito del nord, ripetutamente battuto dai Prussiani. Noi, invece di occuparci di Venezia come parevamo destinati, seguitiamo gli austriaci, certamente per combatterli in unione coi Prussiani che fra non molto entreranno a Vienna.
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Quando potrò condurti da queste parti, troverai paesi mirabili per le eleganti casette, giardini e statuette di cui abbondano: in genere poi tutte le case hanno un vastissimo salone centrale da cui si accede a tutte le camere diverse: anche nelle costru­zioni modeste si ritrova questa comoda disposizione: per poco poi che la casa sia signo­rile, nel detto salone, generalmente altìssimo, vi ha un balcone nella parte superiore che percorre tutto il salone, come avrai visto a Stupinigi: sembrano preparati per dar feste. DI a Camilla che stia buona, che verrò a trovarvi al più presto, chissà che un armistizio non abbrevi la guerra più che non pare. Sono presto le ore 6, devo ripar­tire, non mi riesce possibile quindi andare avanti. Ti bacio.
tuo aff.mo Cesare.
latterà n. 32. if
S. Martino di Paese 22 luglio 1866.
Cara Adele, Oggi sarò brevissimo. Ho ricevuto la tua carissimo dèi 19, ti accerto che sono lieto che Tu ti lagni con me dei tuoi guai, so che esponendoli ad altri si risente consolazione... Bisogna che ti parli di una cosa: poco dopo il 24 ghigno il Comando
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