Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1346
Salvatore Sibilla
Superiore dell'Esercito chiese informazioni su alcuni colonnelli fra cui anch'io, che potesse poi occorrete di far brigadieri e, da quanto mi disse Lombardini devono averle date non cattive. Non mi piacerebbe troppo di diventar brigadiere di fanteria: se si trattasse di diventar subito Generale di Brigata sarebbe meglio, ma passare per una prova nella quale potrei trovar danno alla mia camera se avessi la disgrazia di commettere qualche errore, ciò mi dispiace, tuttavia se così disponessero di me non crederei conveniente di oppormivi. Velasco deve essere stato nominato Comandante Superiore, d'artiglieria dell'Esercito di spedizione dèi' General Gialdini, quindi mi troverò sotto i suoi ordini. Egli ha però una specie di gotta che in questi giorni lo ha tormentato, se si aggravasse, dovrebbe forse lasciare l'Esercito, ma certamente non darebbero a me il suo nuovo posto, quantunque la mia supposizione abbia tempo a verificarsi prima che mi avvenga di essere destinato brigadiere se ciò mai sarà per avvenire... Tanti baci a Te e Camilla
tuo aif.mo Cesare.
Lettera n. 33.
Pero presso Treviso 23 luglio 1866.
La tappa di questa notte non fu faticosa, ma questo paese di Pero è talmente nullo che manca di tutto quanto occorre e non fornito di alloggio e di letti.
Gli Ttfflgìalì superiori del Quartier Generale ebbero però un letto, io l'ebbi nella casa d'un contadino ma le pulci trovate sono immense e ne sono rimasto pieno ancora adesso. Nella camera vicina a me stanno in letto due bambine, una di sette anni, bella, ma gravata molto per gemicazione di petto, schiena e gambe che la tribola da 4 mesi e la condurrà certo alla tomba: ha un bel viso, è graziosa, l'altra bambina avrà quasi due anni, anche nel letto, ma sana, vispa, bella graziosa, mi ricordano tanto la mia Camiliina. Adesso vado a mangiare un boccone frettolosamente, sono le 12 Yir poi monto a cavallo, vado assai lontano per visitare le rive del Piave che si deve passare questa notte, forse a guado, gli austriaci hanno rotto tutti i ponti, forse non dovremo stabilirne nessuno. Non ti bo mai parlato delle distruzioni che fecero gli Austriaci a Rovigo: oltre 600 case distrutte anche una quantità grandissima di molini sull'Adige parte inondati e bruciati. Ti lascio abbracciandoti, tuo aff.mo Cesare.
Lettera ri. 34.
24 luglio 1866 a Motta sulla Livenza presso Oderzo.
Cara, abbiamo compito un'altra marcia, Venezia è già lungi da noi e credo che ci avvicineremo a Trieste, donde non distiamo più. che di cinque o sei tappe.
Dicono che gli Austriaci abbandonarono anche la Fortezza di Palmanova a cui
già siamo vicini. Oggi sono alloggiato da un arciprete modello, pranzò con noi e con
vari altri preti tutti buoni. Sono ancor tormentato dalle pulci -di ieri,... e non ho da
cambiarmi perchè non si può dare a lavare durante queste marcie. Ricevo adesso
ordine di partenza: devo terminare, ti mando tanti baci
tuo aif.mo Cesare.
Lettera n. 35,
Fossalta 25 luglio 1866.
Cara Adele. Nella marcia di questa notte abbiamo preso un acquazzone, ed abbiamo inoltre dovuto allongare alquanto la strada, né ciò senza qualche inconveniente