Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1348>
immagine non disponibile

1348
Salvatóre Sibilio,
l'armistizio guarirò affatto: in complesso la mia saluto è buonissima e cori spero audio di Te e di Canimillina, il caldo è un poco diminuito... speco che sarete più tranquilli ed a tuo riguardo l'apparenza di pace concorrerà anche maggiormente a consolarti Il coi Castellazzo qui presente, perchè oggi artiglieria e genio siamo alloggiati insieme mi lascia di salutarti. Addio cara...
tuo Cesare.
Lettera n. 37.
Laviano 28 luglio 1866.
Carissimo Suocero: Siamo in pieno armistizio o, come vogliono chiamarlo, sospen­sione d'armi, per preparare le basi di un armistizio. In conseguenza metteremo un ternane alle nostre ripetute marcie, e da oggi ho cominciato a scrivere molto, per­chè non essendosi potuto scrivere abbastanza mentre si marciava, mi tocca ora tenere un carteggio che non sarà si presto sbrigato. Avrei anche lavorato di pia se non fossi stato invitato a pranzo dal Gen. Piarmeli, il quale poi non intervenne nemmeno al pranzo, avendo dovuto andare a sostituire il Gen. Cialdini, recatosi, credo, a Ferrara. Pare che dovremo rinunziare ai territori oltre l'Isonzo, nonché al Tirolo; ecco quindi una futura guerra in prospettiva. Certo è che fummo com­battuti in tutto il corso della campagna da una vera fatalità: da principio errori, insuccessi, ritardi nelle operazioni: ora invece che avevamo raggiunto il nemico che potevamo combatterlo con forze superiori nell'llliria e nel Tirolo, ora sovraggiunge la pace che limiterà il profitto della costosissima campagna. Si è ben cercato di sfuggire finché potevasi agli effetti funesti di quest'armistizio e avanti ieri ancora la cavalleria di De la Forest ebbe un brillante scontro a Versa, ove fece 300 prigionieri, quando già gli austriaci calcolavano sulla sospensione d'armi che da noi non era ancora ufficialmente conosciuta, ma oggi la medesima fu notificata con apposito ordine del giorno. Questi combattimenti parziali e non troppo estesi, ci riuscivano felici e ci davano poco alla volta, un notevole vantaggio: uè era il caso di ricercare troppo presto una battaglia generale, essendo dubbio che venisse diretta con l'abilità neces­saria. Faremo quindi la pace e da una parte è molto meglio: intanto se potremo avere le chiavi del quadrilatero in tasca, sarà già questo un favore immenso...
Dalle lettere di Adele vedo che soffrite tutti grandemente il caldo, compresa Camilla, ma ora l'atmosfera diventa meno infuocata e ne guadagnerà la salute. Da noi comincia anche a piovere ed in questo momento appunto piove copiosamente, ciò che mi dispiace assai poiché è notte, e credo che le truppe al bivacco non avranno modo alcuno di ripararsi. Abbiamo poi taluni soldati del treno con soli pantaloni di tela, senza mantello, senza coperta da campo: è cosa dolorosa poiché se cominciano le pioggie si moltiplicheranno le malattie mentre finora da questo loto non si ebbero danni di gran riguardo.
La fanteria ha mostrato un'attitudine Btxaordinnria alle marcie, ma avevamo tutti bisogno di una fermata per rifornire il vestiario, provvedere meglio alla confe­zione del pane, riposare gli uomini ed i cavalli. La pioggia aumenta, è la secónda notte che i campi saranno disturbati poiché anche nella notte di ieri piovve molto. Ci troviamo fra la fortezza di Palmanova ed Udine, questa città è molto patriot­tica, direi che rappresenta Brescia in questo Provincie. Per nostro conto, noi siamo sempre destinati nei villaggi più miseri, dove non si trova nulla. La mia salute fu sempre buona, sebbene abbia qualche volta sentita la fatica: ma non potevo farne