Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1350
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1350
Salvatore Sibilio
ho quasi diminuito il Gatteggio tcco, a càusa di tutti gli anzidetti affari: tuttavia credo che le mie ultime lettere sono più complete di quelle ohe scrivevo dopo o prima delle marcie... Questa mane vado ad Udine dove farò alcune commissioni fra cui quella di .fare arrotare i rasoi che cominciano già a non servire più...
Questa guerra volge alla fine e dato la poca perizia che vi abbiamo dimostrata -sarà ancora una bella fortuna riunire il Veneto, anche incompleto: il resto ci penseremo in seguito, bisogna prendere le cose come sono. La stampa fu troppo ciarliera prima e adesso: vanta ancora adesso 500.000 uomini che non abbiamo mai avuti, senza badare che un bel numero delle nostre truppe sono recinte appena giunte sotto le armi. Credo che appena proclamata la pace e forse anche prima scioglieranno i Quartieri generali dei Corpi d'armata e che ritornerò presto a Pavia: sarà un giorno di consolazione quello in cui potrò rivedervi, abbracciarvi, e ristabilirmi con voi: allora tu ritroverai maggior coraggio: vedrai che il parto sarà un avvenimento che supererai senza danno come abbiamo superato in quest'anno i pericoli della guerra che potevano pur dar luogo a certe gravità non verificatesi, attesa la sorveglianza benigna che sulla nostra famiglia esercitò ognora la Provvidenza, siccome più d'una volta già ti accennava. Quella mia Camilla sa dunque dove sono e mi ricorda ogni giorno nella sua preghiera e nel corso della giornata; brava bambina mia, ti darò tanti baci, ma sii buona. Dovrebbe scrivermi una lettera, cioè tu dovresti metterle la matita in mano poi guidargliela in modo che scriva il suo nome, in un angolo di una tua lettera. La questione della battaglia navale pare che fu molto seria, tantoché la Gazzetta uffiziale credette di prendere la parola: bisogna dire che in questa guerra siamo stati bersagliati dalle fatalità e che le qualità dei capi furono sempre in giuoco...
Addio cara, sta bene etc.
tuo animo Cesare.
Lettera n. 41.
Lavariano 5 agosto 1866.
Cara Adele, Ho aspettato tutto il giorno ascriverti per sapere se vi era qualche cosa di nuovo: avevo visto l'ir Opinione del 3 corrente mese che cita dalla Gazzetta Uffiziale che l'armistizio è formato. Invece adesso viene l'ordine di muovere e di andare più indietro: domattina parto alle ore 5 e vado a S. Giorgio di Nogaro. Di là domani ti scrivo di nuovo. Se hai notizie, dammele Sta bene e di buon animo, e credi sempre alla pace. Saluti e baci
tuo aff.mo Cesare.
Lettera n. 42.
S. Giorgio di Nogaro 6 agosto 1866.
Gara Adele, Partimmo da Lavariano alle ore 5 di questa marie:, tutta la notte aveva piovuto, e durante l'intera tappa l'acqua cadde a secchie, perciò ti lascio immaginare come siamo giunti, ma facemmo tosto accendere un gran fuoco in cucina per fare almeno ; asciugare i mantelli, il resto è impossibile. Ho avuto nei giorni passati alcuni dolori che mi annoiarono... provenivano dal rimanere sempre: in mezzo all'aria, essendo alloggiato in una casa dove avevano collocato una gran quantità di uflìziali che riuscivano di disturbo gli uni agli altri Adesso poi pare che questi acquazzoni presi nella marcia testò finita mi abbiano fatto bene secondo il proverbio che un diavolo scaccia l'altro. Ciò che mi fa peno si è che la truppa ha i campi allagati, e che i malati che erano già cresciuti cresceranno ancor di più.