Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1351
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// generale Bonetti 1351
Ero alloggiato in una palazzina elegantissima ed ecco che vengono ora a scacciarmi, appena giunto per mettervi il quartier Generale della 5 Divisione. Pazienza ! nel fondo poi, m'importa niente. Il pia si è che dovrò così terminar la lettera ed avviarmi in casa del Sindaco dove siamo trasportati improvvisamente. Riguardo allo faccende della guerra, non capisco più niente, dicono che l'armistizio non è compiuto, malgrado gli articoli della Gazzetta TJmziale e dell* Opinione del 3 agosto. Intanto il movimento che facciamo ora non ci porta avanti, ma indietro. Era impossibile ricominciare le ostilità colla posizione che avevamo, perfettamente in aria e senza comunicazioni. Non credo però ancora che si faccia la corbelleria di continuare la guerra da soli, perchè chi assumesse questa responsabilità potrebbe aver molto a pentirsene* come tutti quei ciacchieroni di giornalisti che non capiscono perfettamente nulla dello stato delle cose e vanno strombazzando spavalderie. Finisco dunque perchè debbo sloggiare. Baci etc.
tuo affano Cesare.
Lettera n. 43.
S. Giorgio Nogarolo, distretto di Palmanova 8 agosto 1866.
Cara Adele, Due righe prima di andare a dormire sebbene sia già un po' tardi, così avrò cominciato e finito la giornata con Te, mia diletta, ed anche con Camilla...
Oggi andrò di nuovo a Latisana dove Briganti fece il ponte sul Tagliamento, le pioggia dell'altro giorno avevano dato un aumento di 60 metri alla larghezza del fiume, ci volle qualche difficoltà nel lavorare ma si superò ogni cosa...
Sono nella casa del Sindaco che con la massima gentilezza trova modo di alloggiare almeno una decina di uffiziali sebbene non sia tanto al largo: queste famiglie danno in ciò un esempio straordinario che noi non sapremmo di certo imitare con tanta buona grazia...
Sento che Camilla diventa piò affettuosa, che mostra criterio, tatto ciò mi fa sommo piacere e mi sveglia maggiormente il desiderio di vedervi... Sta tranquilla, ricevi i miei baci ed i miei consueti saluti. Tuo aff.mo Cesare.
Lettera n. 44.
Latisana 9 agosto 1866.
Cara Adele, Questa sera Sono a Latisana, paese superiore a tutti quelli in cui ebbi stanza da lungo tempo. H Gcn. Piannell lasciò Castellazzo e me qui, sino a che tutte le truppe abbiano passato il 'ragliamento: pareva che domani dovessimo transitarlo anche noi ed unirci al Quartier Generale in AlvisopOli, ma questa sera Beppi che domani si avrà nuovamente 24 ore di sospensione d'armi: non capisco più mente dì queste burle che ormai riescono poco dignitose. Eppure bisogna aspettare ancora fino a domani per sapere se avremo guerra o pace, ma ritengo che si tratterà di quest'ultima. Abbiamo fatto una campagna per verità deplorabile sia riguardo alle operazioni militari sia a quelle diplomatiche di questi ultimi tempi. L'acqua di questo paese è cattiva, h tutta presa nel Tagliamento e quando il fiume è in piena riceviamo un'acqua che par fango, è vero che la filtrano cosicché viene chiara, ma rimane poco fresca. Oggi dovrei ricevere una tua lettera, ma la posta è ad Alvisopolì e solo domattina potrò mandare a prenderla. Resteremo o no ad Alvisopolì ? Io non so piò niente, non capisco più niente, o meglio capisco che si fanno baggianate di grosso calibro, e che si finirà per pagarne il fio.