Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
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1937
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1352
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Salvatore Sibilla
Intanto abbandoniamo paesi è città in cui le popolazioni si erano compromesse e dio si rende perfino vergognoso rispetto alle medesime. Per scrivere qualcosa di positivo bisogna donane lasciar passare ancora alcuni giorni, il che mi spiacc assai.
Addio cara Adele, tanti baci, etc.
tuo affano Cesare.
Lettera n. 45.
J Porto Grnaro 13 agosto 1866.
Cara Adele, Ho ricevuto la tua carissima del 10 e.
Il passaggio del Tagliamento dell'll corr. diede luogo ad un ordine del giorno del 6. Piarmeli, con grandi elogi dei pontieri e zappatori che lavoravano al ponte. Castellazzo ed io fummo anche nominati personalmente nello stesso ordine, ma per conto mio, non avevo fatto nulla che meritasse un tal cenno. Per fortuna la cosa fini per andar bene, ci furono però molti rischi: l'acqua si alzò di m. 1,50 sotto i nostri occhi gran parte del ponte fu rotto e portato via dalle acque, le truppe passarono non senza stenti, poi si affondò ogni cosa, con mio sommo dispiacere. Ieri mattina colla notizia dell'armistizio ebbi l'ordine di ristabilire il ponte, ma potei farne gettare uno solo stante la distruzione delle barche sparite il giorno avanti. Nel dubbio che si dovesse nuovamente ripassare il Tagliamento ed avanzare, Castellazzo ed io andammo nei paesi che avevamo abbandonato per vedére come dovevans; ristabilire le comunicazioni; in quei villaggi in cui la partenza delle nostre truppe aveva prodotto la desolazione, il nostro arrivo fece rinascere l'allegria, tutti, e signori e contadini dimostravano una massima soddisfazione di rivederci e perchè potessimo visitare le strade con nostro commodo ci procurarono in un momento una quantità di carrozze. Ritornato alla sera al Quartier Generale credendo che oggi si ripasserebbe il Tagliamento, seppi che Farmistizio era firmato per 4 settimane, ma che dobbiamo passare il fiume a Treviso, indietreggiando così di tre o quattro marcie. Ho quindi dovuto nuovamente far ripiegare il ponte, ed i paesi di là del Tagliamento saranno rimasti di nuovo nella desolazione per la tema che gli Austriaci abbiano facoltà di occuparli. Ecco il frutto di tanta inabilità per parte nostra ! Intanto aspetteremo la pace. Giungendo a Treviso sbrigherò subito alcuni affari rimasti indietro a causa delle marcie e delle mie peregrinazioni: se quindi posso ottenere ona licenza verrò a prenderti per condurti a Pavia ben inteso però, mia cara, che mio malgrado appena giunto colà dovrò ripartire, né potrò ammettere alcune considerazioni per ritardare la mia partenza. La costura interna delle mutande oggi mi ha decisamente escoriato una gamba e forse non potrò montare a cavallo per
qualche giorno. Addio etc.
tuo aff.mo Cesare.
Lettera n. 46.
Motta 15 agosto 1866.
Cara Adele Parto a momenti per Ponte di Piave, donde con una tappa sola saremo a Treviso per soggiornarvi durante l'armistizio, se pure non si tratterà di cambiare la nostra destinazione. Oltre all'escoriazione mi sono fatto anche un pò* di male alla stessa gamba sul ponte del Tagliamento, il giorno che si ruppe ma in due o tre giorni sarò pure guarito di quella contusione di Cui non mi accorsi fino alla sera. Pare che siavi speranza di finir le cose meglio che non pareva negli scorsi giorni. Ha quanta follia si dovette vedere in questa circostanza per parte della nazione, della stampa del ministero ! si andò a rischio di rovinare ogni risultato che erasi ricercato coll'alieanza prussiana e colla guerra...