Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1356>
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Salvatore Sibilio
In seguito alle dimissioni del generale Bruzzo, il Cairoti nel­l'ottobre aveva chiamato, a coprire la carica di ministro della guerra, il generale Bonelli.
Quando si parla della crisil) molti domandano chi è il nuovo ministro della guerra, il generale Bonelli. Lo pi conosce, generalmente, appena di nome nei crocchi dei cosi detti politicanti, perchè il generale Bonelli non si è mai occupato di politica neppure per isbaglio.
Ora si viene a sapere, per esempio, ch'egli è moderato e sobrio nei suoi desi-dcrii tanto da parere qualche volta avaro. La storia del mantello del generale Bonelli è notissima nell'esercito: se lo fece uscendo dall'Accademia, sottotenente d'artiglieria, nel 1848 e ci dovette rinunziare, a malincuore, quando lo nominarono generale. Una delle sue abitudini è di fumare continuamente dei sigari Cavour da otto cente­simi, divisi in due. Generalmente ha le tasche piene solamente di questi mezzi sigari... almeno per ora. Fra quindici giorni, forse, avrà le tasche piene di qualche altra cosa. Il mezzo sigaro è il suo compagno indivisibile, specialmente nelle grandi occasioni.
Un trionfo della scienza saremmo tentati di chiamare il recente fatto per cui quegli, che fu testé chiamato a reggere il dicastero della guerra, colla sola autorità del nome seppe d'un tratto far tacere le ire di parte e meritarsi l'approvazione ed il plauso degli stessi oppositori del ministero di cui egli entra a far parte. Simili fatti sono abbastanza rari presso di noi ed è per questo che anche il Bareni 2) vi chiama sopra l'attenzione dei suoi lettori i quali, ne siamo certi, vedranno con piacere premiato il vero merito. Lode al nuovo ministro della guerra, tenente generale Bonelli, che, da quel dotto e valoroso soldato che è, col culto della scienza dei suoi doveri, seppe innalzarsi sopra l'invidia, meritarsi la fiducia del Re e il plauso di tutti i suoi concittadini.
Della nomina del generale Bonelli al Ministero della guerra abbiamo ragione di rallegrarci. 3) Del generale Bonelli, oltre il valor personale e i fatti gloriosi com­piuti sui campi di battaglia, sono noti i severi principii intorno alla disciplina mili­tare. Fu smentito che egli avesse imposto delle condizioni pel suo ingresso al mini­stero. Aveva egli bisogno d'imporle? II fatto stesso chel'on. Gairoli ed i suoi colle­ghi si rivolgevano ad un ufficiale superiore dell'esercito, significava che accettavano tacitamente tutte quelle condizioni senza le quali la disciplina militare sarebbe una vana parola. Quando manifestammo altra volta queste medesime opinioni ci si rispose che noi volevamo far giudicare l'esercito dalla necessità della politica. L'accusa ci parve strana. L'esercito ubbidirà sempre al ministro della guerra, chiunque esso sia. ma non ne consegue che un militare, il quale conosca le esigenze della disciplina, si adatti a far parte di un Gabinetto il quale non voglia preoccuparsi di quelle esigenze; precisamente come nessun magistrato ne siamo persuasi accet­terebbe l'ufficio di guardasigilli in un ministero che proclamasse principii atti a produrre lo sfacelo della magistratura.
Per noi e chiaro che il generale Bonelli, avendo accettato il portafoglio della guerra, è convinto che le ragioni della disciplina saranno rispettate dai suoi colleghi.
i) Cfr. il Fanfitila, n. 292 del 26 ottobre 1878.
2) Cfr. il Bareni, n. 49 del 31 ottobre 1878.
3) Cfr. Vopinione, n. 295 del 27 ottobre 1878.