Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1358>
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Salvatore Sibilla
Ma si era messa in campo la questione della incostituzionalità ed i giornali sorsero a discutere questa idea completamente infida.
Innanzi tutto dichiararono di non credere affatto necessario che i ministri della guerra e della marina l'ossero uomini politici e molte ragioni militano a favore di questa tesi: innanzi tutto perchè non deb­bono essere soggetti alle peripezie politiche dei loro colleglli e poi perchè malamente si può combinare che l'esercito si trovi al di sopra di ogni lotta di partito, quando il suo capo immediato appartenga ad un partito.
Considerata da questo lato la scelta del generale Bonelli non solo non doveva e non poteva essere attaccata, ma scrive L'avvenire (loc. cit.)
è invece degno di lode il presidente del Consiglio per averla promossa, uniforman­dosi cosi ad un sentimento più. volte esternato dall'opinione pubblica e dalla Camera. E nel generale Bonelli sono da tutti riconosciuti due meriti incontestabili: una ido­neità indiscutibile all'alto ufficio e una indipendenza assoluta da qualsiasi partito politico. Nella scelta del ministro della guerra non bastava trovare l'uomo intelli­gente ed adatto, ma altresì quello ebe si addossasse il fardello dei proposti nuovi ordinamenti e che non portasse nel seno del Gabinetto idee troppo discordi da esso. Non è dubbio che sarebbe stata dannosissima, in questo momento, la scelta di un ministro della guerra che, discordando coi suoi antecessori sul nuovo sistema di ordinamenti militari, fosse salito al potere con nuove idee, pronto a presentare nuovi progetti mentre invece pare opportuno attendere la prova degli ordinamenti in vigore.
Il generale Bonelli dovette, tuttavia, presentarsi come candidato al collegio elettorale di Clusone: alcuni vollero credere che fosse il Governo a porre questa candidatura, altri, invece, vollero riconoscere in essa una spontanea dimostrazione di simpatia al Gabinetto dopo i discorsi di Pavia e di Iseo.
Del resto, questa seconda opinione trovava già un precedente nelle candidature delTon. di Saint Bon a Portici e dell'on. Brin ambe­due ministri della marina sotto il Gabinetto De Pretis al quale il Coir oli età successo.
Ma il guaio si fu che il nome del generale Bonelli venne messo in ballottaggio con quello del conte ingegnere Antonio Roncalli: e questo potrebbe provare, appunto, come il Governo non si fosse ingerito nella candidatura del generale Bonelli, ma fosse stata una spontanea dimostrazione.
Il generale Bonelli, tuttavia, consigliato da amici e soprattutto dal suocero, Camillo Trombetta, avvocato generale militare, non accettò la candidatura di Clusone pensando che sarebbe stato meglio, per la dignità del grado, di accettare la nomina a senatore.