Rassegna storica del Risorgimento

1849-1853 ; AUSTRIA ; LIVORNO
anno <1914>   pagina <267>
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MpisoM della dominazione austriaca m Livorno 267
l'abitazione del Paradisino in via San ÌBfrancesco, al dotfc Polì e clicesi in altri luoghi, quali non posso asserite, piiBi da me non vedtitì.
In questo .giorno 10 gennaio 3850 hanno prosegnilo le perqui­sizioni domiciliari, nella via del Casone1 in casa della "balia Sigli ne' Baecl nella macelleria e casa posta in via del Giglio, di pro­prietà del macellaro Oinottì, figlio del fu Salustio. e più dicèsi, in due case poste nella via delle Capannuccie presso la Chiesa di San Giuseppe : di queste non posso asserire.
In làvorno, si assicurava da molte persone degne di fede che per causa dello stato d'assedio il colonnello Folliot De Crenneville, comandante la Piazza aveva negato il permesso delle maschere a quelli che erano andati ad interpellarlo: ma un decreto sovrano del di 3 decembre 1849 che proibiva il carnevale in tutta la To­scana, levò di dubbio chiunque.
Domenica 18 gennflJplgjHJ,,
Questa mattina circa le ore 7 principiò a divulgarsi la notizia che doveva essere eseguita una fucilazione, e così s'ìndueeva dal-l'aver saputo che nella sera antecedente era stato; mandato a chia­mare dal Colonnello Austriaco, il Padre Morando, Cappellano dei Keggimento Toscano, e nella mattina era stato ricercato con pre­mura il Cappellano della fortezza Vecchia Don Gaspare iéi1 dava anche sospetto II non vedere in chiesa ÉSL: giorno di domenica, nes­sun militare e'M non vederne neppnre per la città.
Finalmente alle ore 9 un tggij fatto acquistò certezza, perchè le persone che si erano adunate verso la Porta Murata videro infero* durai in detto i iPorto, due nominati sacerdoti, e seppero che era impedito il passo entrò le du barricate eaternè; Vennero quindi dalla Fortezza Vecchia circa una cinquantina di cacciatori austriaci, che conducevano in mezzo ad essi un individuo, il quale portava il cappello molto calato sopra gli òcchi e con il pastrano copren­dosi quasi tutta la faccia, cosicché non potè essere quasi da alcuno riconosciuto. Ohi diceva esseri il feJontM; altro, ma da al­cuni ben informati fu detto esser un certo Meri dell'Altopasuo
i Ootì chiamata fina al 1880 : oggi è détte Ti* Cairoti. Anche vté San Franoso fa camhiato il nome noi 1>2, in cui venne chiamata Ulto QaliUl.