Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
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1937
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pagina
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1360
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Salvatore Sibilla
a questo proposito che questo favore fu più di danno che di giovamento al Ministero nell'animo della grande maggioranza dei deputati che era sinceramente monarchica e dinastica. Personalmente, il Cairoti era simpatico per la coraggiosa condotta a Napoli, ma il Ministero era condannato . Nella seduta del 7 dicembre, dopo i discorsi degli on. Romano, Bonacci, Mari, Finzt e Crispi, il ministro della guerra, generale Bonelli, aveva tenuto questo discorso: 2)
La discussione solenne di questi giorni ed i valenti oratori, che vi presero parte, mi rendono perplesso a parlare dopo di essi, poiché me ne manca l'abitudine e soprattutto davanti un consesso come questo. Desidero, però, di fare una breve dichiarazione, motivata, dacché fra le discrepanti opinioni svoltesi in questa assemblea in questi giorni, rifulse però un concetto sul quale tutte le parti della Camera si mostrarono caldamente concordi (bene! bravo!); voglio dire un'altissima fiducia nel nostro esercito (bene! bravo!) un vivo senso d'amore e di stima a suo riguardo (benissimo! bravo!) e la convinzione ohe esso concreti nobilmente la sintesi della nostra Italia, che tutti vogliamo forte, saggia, felice e risarcita alla perfine delle sue secolari sventure.
Onorevoli deputati, benché l'onore di trovarsi sn questi banchi non sia sempre invidiabile... (ilarità) Alcune voci: È un fatto.
... devo dichiararmi, però, sommamente fortunato perché mi destina a raccogliere i sentimenti di fiducia e di affetto manifestati dalla rappresentanza nazionale a favore dell'esercito (benissimo! bravo! applausi), e mi impone l'obbligo dolcissimo di porgervi un vivo ringraziamento ed assicurarvi ad un tempo che la nostra milizia, nella stima che seppe ispirarvi, trova un prezioso conforto onde perdurare nel retto sentiero, dal quale non ha deviato giammai (bravo! applausi).
Succeduto da poco più di un mese al mio amico generale Brnzzo, nella direzione delle cose militari, io trovai l'esercito disciplinato, solidamente fermo nella sua antica devozione alla monarchia costituzionale ed alla dinastia che ci regge, poiché in questa ravvisa la patria unita, indipendente, libera, invitta e sicura di conseguire ogni bene possibile. (Bene!).
In oggi, poi, le virtù militari restano inconcusse nell'esercito, come lo furono sempre nel passato; e per quanto le arti fedifraghe possano avere in mira di corromperlo, non scuoteranno mai (bravo! applausi) i sentimenti di cui serba gelosamente le tradizioni e l'osservanza, soprattutto dopo che i circoli Barsanti vennero soppressi. (Benissimo).
Debbo dirvi, ancora,- onorevoli deputati, il motivo della ferma convinzione che vive in me, riguardo ai sentimenti del nostro esercito (segni d'attenzione). Esso è guidato da un corpo di uffizioli in cui va unito, in tutti i gradi, l'amore della patria còlla operosità indefessa nello relative mansioni.
Questa combinazione di sentimento e di operosità, mentre favorisce i fecondi progressi ed accende l'animo al valore in guerra, assegna, altresì, agli iniziali tale autorità ed influenza che i giovani da essi diretti si confermano agevolmente ai dettami
1Ì Cfr. QUINTAVALLE, 00. cit., p. 236:.
2) Cfr. L'Italia militare, n. 148, del 10 dicembre 1878 e cfr. anche i Resoconti parlamentari.