Rassegna storica del Risorgimento

BONELLI CESARE
anno <1937>   pagina <1362>
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1362 Salvatore Sibilla
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Al Ministero Cairoli era saccesso il Ministero De Pretis terzo in ordine di tempo, nella cronologia dei ministeri formati da questo nomo di Stato il quale durò dal 19 dicembre 1878 al 14 luglio 1879. Al generale Bonelli era succeduto nel dicastero della guerra, per questo Gabinetto, il generale conte Gustavo Mazè de la Roche. (Il Gabinetto cadde, come è noto, per la famosa questione della tassa sul macinato: nella discussione, il voto di fiducia presentato dalFon. Baccarini fu a respinto con novanta voti di maggioranza per una coalizione della Destra con i gruppi Cairoli e Nicòtera e con l'estrema Sinistra . J)
Si ebbe, così, il secondo Ministero Cairoli, ma formato in maniera incompleta: il Cairoli aveva i portafogli degli esteri e dell'agricoltura, oltre la presidenza, il Grimaldi le finanze ed il tesoro ed il generale Bonelli nuovamente chiamato assunse il portafoglio della guerra e quello ad interim della marina (succedendo all'aw. Nicola Ferracciù ministro della marina con De Pretis).
La vita di questo secondo Ministero Cairoli fu, quanto mai, diffi­cile e turbata. La complicata e molto discussa tassa sul macinato aveva prodotto un dissidio assai accentuato fra la Camera ed il Senato, inoltre, si aggiungevano altri elementi come le agitazioni irredentiste, i malumori dell'Austria ed il raffreddamento delle relazioni con la Germania.
E cosi, fra mezzo a tutte queste dùncoltà, Cairoli prima ancora che la Camera si riaprisse il 25 novembre 1879 presentò al Re le dimissioni dell'intero Gabinetto. Come osserva il Quintavalle, il Re le accolse, ma rinnovò l'incarico al Cairoli stesso il quale non credette di accettarlo se prima non si accordava col De Pretis. E poiché questi accondiscese ad entrare nel Gabinetto, cessò l'alternarsi al potere dei due uomini più in vista della Sinistra e si ebbe un Ministero Cairoli De Pretis . Cairoli conservò la presidenza e gli esteri, De Pretis ebbe gli interni, ed il Magliani tornò alle finanze. H Bonelli rimase alla guerra.
Questo fu il terzo Ministero Cairoli.
Fioretti Fornaecri, Frutterò, Giorgie, Moschetti, Oliver!, Paventa, Pirinoli, Unnia. In totale ventiquattro consiglieri compreso il Sindaco. Segretario capo aw. Berar-dengo. L'indirizzo, scritto in elevato Htile, diceva, in sostanza che la città non poteva riguardare senza un senso d'orgoglio il figlio del suo Franco Andrea chiamato dalla fiducia del re a sì elevati destini
*) Cfc QrjJWTÀVALLE, op. CÌt., p. 239.