Rassegna storica del Risorgimento
BONELLI CESARE
anno
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1937
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pagina
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1363
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Il generale Bonétti 1363
A proposito del Ministero della guerra e delle difficoltà, in questo tempo, inerenti ad esso, Cesare Quarenghi così scriveva *) qualche anno dopo:
Dal 1870 in qua a fare il Ministro della guerra non è cosa facile. Occorrono delle doti speciali, molta esperienza, profonda dottrina, e soprattutto essere oratore eloquente, persuasivo, convinto, autorevole e tale da poter sostenere le proprie proposte e le innovazioni contro le declamazioni, le astruserie, le cavillosità partigiane, gli inconsulti rifiuti e le opposizioni dei demagoghi.
Ma il Bonelli, d'indole buona e non battagliera a parole, col suo carattere di soldato mal si piegò alle sottigliezze della burocrazia ed alle esigenze della politica.
E ne siano prova di questo carattere soldatesco e non demagogico le sue varie lettere, di cui ci sono le copie nell'archivio Sihilia, e con le quali chiedeva insistentemente al Cairoli di essere esonerato dalla carica di ministro della guerra.
Il 24 novembre 1879 proprio al momento delle dimissioni presentate dall'intero Gabinetto il generale Bonelli scriveva al Cairoli:
Eccellenza, dopo che diedi le mie dimissioni, unitamente agli onorevoli colleghi del cessato Gabinetto, fu sempre mia intenzione di non più riprendere il portafoglio, né essendo intervenuto atto veruno, indicante che fossi designato nuovamente a far parte del ministero, io ho creduto certa la mia uscita dal Governo. Codesta mia convinzione, resi manifesta nel mio biglietto d'oggi al comm. Casanova, comunicato all'È. V. e se, nel successivo colloquio con Lei avuto, non insistetti maggiormente per la mia esonerazione ciò fu perchè in quello stesso momento succedeva la formazione del nuovo ministero, nonché per alcune questioni di somma importanza sulle quali vergevano spiegazioni e provvedimenti; di queste, però, una rimase insoluta: quella, cioè, pei fondi in oggi mancanti all'amministrazione militare e dovrò riprenderla domani cofl'onorevole ministro Magliani.
Pertanto, nell'attuale situazione, debbo considerarmi ministro della guerra pel solo fatto che non fu scelto ancora un nuovo generale per surrogarmi, onde la prego vivamente di provvedere affinchè ciò avvenga appena possibile, tanto più che alcune difficoltà di cui già fui alla prova nei mesi scorsi, e sovratutto le questioni pendenti in parlamento circa i fondi che io reputo assolutamente indispensabili pei bisogni militari dello Stato, potranno costringermi improvvisamente a rinnovare le mie dimissioni.
Le dichiarazioni precedenti non varranno, certamente, a minorare il mio impegno nella osservanza dei doveri inerenti al posto che ancora occupo, né potranno menomamente alterare la mia gratitudine per la bontà che l'È. V. mi comparte da tanti anni, ma rendono pure necessario che Ella non ometta di pensare a trovarmi un successore.
Colla più distinta considerazione ed affetto, suo devotissimo Bonelli,
1) Cfr. Illustrazione militare italiana, n. 46 del 15 novembre 1888.