Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SCOTTO ACHILLE LORENZO ; GARIBALDINI
anno
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1937
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pagina
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1367
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VARIETÀ, APPUNTI E NOTIZIE
H ROMANI DEI MILLE I
ACHILLE LORENZO SCOTTO E LA PRESA DEL BASTIONE MONTALTO
Fra una ristretta cerchia di patriotti-artisti fu assai noto a Roma, fino all'ultimo decennio del secolo scorso, Achille Lorenzo Scotto, notissimo non solo per l'ardore patriottico che gli ribolli nell'animo fino alla morte alquanto prematura, ma anche per quel suo fine umore compagnesco, che dava spirito ed arte ad alcune improvvisate composizioni grafiche d'umor satirico.
Nato a Roma nel 1836, ed iniziato al mestiere di sarto, preferì darsi all'attività di pittore decoratore d'espressione grottesca, ed in quest'arte emerse per originalità di fantasia, specialmente in occasione delle baldorie carnevalesche, quando il Corso delle Maschere a Roma, tradizionalmente piccante, sfoggiava quelle parate di carri allegorici, che volevano esprimere con arguzia particolari momenti della vita pubblica cittadina.
Non mi soffermerò oltre su questa attività dello Scotto, dalla quale del resto egli trasse unicamente i mezzi per campar la vita, se non per ricordare che nel 1856, insieme a Luigi Lais, scolaro del Minardi, e ad Antonio Bianchini lavorò nei restauri delle Carte Geografiche di S. Pietro in Vaticano nella terza loggia del cortile di S. Damaso, e poi a Firenze nel Palazzo Pitti e, nel 1875, intorno ad alcuni soffitti del Palazzo del Quirinale.
Nato, come si è detto a Roma, da padre oriundo di Savona e di professione sarto, lo Scotto discendeva da artisti, come Brusco e Francesco Scotto, e da capitani di mare, come l'avo Achille Scotto già della Marina sarda.
Testimonio delle memorande giornate della Repubblica Romana del 1849, e degli avvampanti momenti di delirio cittadino egli, abitando alFAreo dei Carbognani, sul Corso, cosi descrive l'apparsa di Garibaldi in città:
Un giorno dalla parte di Fontana di Trevi sentendo molte grida accorsi e vidi una schiera di bei giovani vestiti di panno bleu guarnito di verde, con un cappelletto alla calabrese ed armati di fucile; li precedeva un bell'uomo biondo con i capelli lunghi inanellati che gli cadevano sulle spallo, portava in capo un cappello nero di forma alla panama (sic) con una penna nera cadente, sotto vestito di rosso e sopra una mantellina bianca nuova; alle grida del popolo intesi ohe era Garibaldi.
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