Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SCOTTO ACHILLE LORENZO ; GARIBALDINI
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1374 Libri e periodici
strati della vita sociale; lumeggiano, dal punto di vista del governo austriaco, il fenomeno delle società segrete nei pruni anni della Restaurazione in Italia, contribuendo a darò del fenomeno stesso una visione complementare ricca di spunti e di possibilità.
LEO WOLLEMBOHC
Carteggio Cavour-Salmour a cura della R. Commissione Editrice; Bologna, N. Zanichelli, 1936-XTV, in 80, pp. 316, Lire 40.
Questo volume, non meno prezioso dei suoi fratelli finora editi, con si larga bene* inerenza della apposita Commissione, non ci offre rivelazioni destinate a modificare la visione dei fatti storici, bensì ci porge un aiuto prezioso a penetrare nell'animo del Conte di Cavour, ad approfondire la conoscenza intima di lui, a renderlo non già rimpicciolito, ma più. vicino a noi: qui trionfa il Cavour uomo, il Cavour amico; qui si sente il fascino della sua possente personalità, la quale vince ed attrae i minori intelletti che l'attorniano.
Da questo carteggio attinse il marchese Filippo Crispolti, per una serie di articoli comparsi nel Corriere della Sera, fra il 1910 e il 1911; di questa medesima' fónte si avvalse, nel 1912, F. Rufiìni, pei volumi sulla Giovinezza del Conte di Cavour; e infine A. Luzdo che, dopo averne data notizia sulla Stampa, vi dedicò più. ampio studio nel primo volume dei suoi Profili biografici e bozzetti storici (1927).
Il Salmour, figura di terzo piano, era stato amico fedele del Cavour, sin dai suoi più giovani anni, e, salito il Conte all'alto posto di arbitro della politica piemontese e della politica italiana, era stato chiamato a dare la propria cooperazione alla grande fatica dell'amico, in posti di grande responsabilità, prima quale Segretario generale alle finanze, poi, dopo il Congresso di Parigi, agli esteri. Cosi il Cavour dava all'amico prova luminosa della sua fiducia; e la latitudine dei poteri lasciatigli mostra che non soltanto sulla fedeltà, ma altresì sulla capacità di lui sapeva di poter contare. Due voluminose relazioni sull'andamento dei servizi al Ministero degli esteri a lui affidati, presentate al Cavour nel 1856 e 1857, attestano della operosità del Salmour il quale, se non poteva donare l'ausilio d'una intelligenza superiore, come il Nigra, o dello studio profondo e sottile d'un ambiente, come Emanuele D'Azeglio, dava peraltro all'amico quella fedeltà piena ed intera, ed un esempio di laboriosità intelligente ed indefessa, le condizioni più necessarie ed indispensabili, per un uomo di Stato, in coloro che gli sono vicini e partecipano alla sua opera.
Gran signore, il Salmour, imparentato con l'alta aristocrazia francese, molto poteva sapere ed osservare direttamente, tenendo relazione con alti personaggi, e viaggiando in paesi che importava esplorare.
L'amicizia con Alessandro Biado lo poneva a contatto col Principe Napoleone; quella col Mocquard, capo del gabinetto dell'imperatore, gli permetteva di far con-scere a questo, senz'altri intermediari, ciò che a Cavour poteva convenire; ma la sua parentela col Graxnont, ambasciatore di Francia a Torino, lo rendeva tramite naturale delle comunicazioni più confidenziali; e anche quando il Gramont fu destinato a Roma, più volte scrisse al cugino lettere che voleva fossero poste sotto gli occhi di Cavour.
In tre fatti e momenti importantissimi della politica piemontese, che decise delle sorti dltalia, fu assai importante e particolarmente utile l'opera del Salmour: nel 1854, a far intendere al Cavour la necessità di partecipare alla guerra di Crimea, come richiedeva Napoleone III e voleva Vittorio Emanuele e cioè, a far intendere al Cavour la necessità di liberarsi dei miuistri-collcghi, contrari, onde non venire sostituito, e a dare, tempestivamente, l'adesione alle richieste, per risollevare il Piemonte a nuovi rischi ed a più alto volo: nel 1857, nei preparativi più accorti e decisivi al convegno di Plombières, che tutti, sanno quale importanza ebbe per la formazione d'Italia: nel 1859;, in una delicatissima missione a Napoli, per un'alleanza tra il Piemonte ed i