Rassegna storica del Risorgimento

MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SCOTTO ACHILLE LORENZO ; GARIBALDINI
anno <1937>   pagina <1377>
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Libri è periodici 1377
quella che è stata la vera, grande, ricchissima storia recente di nostra gente, e facendo provare l'orgoglio di tanto prodigio di virtù, di eroismo, dì spirito di abnegazione a di sacrificio
È la prima compilazione, veramente seria, e per quanto umanamente possibile, completa, che cerca di portare, contemporaneamente, alla ribalta tutti gli avveni­menti come furono, fra di loro collegati, spesso per fili invisibili ed inafferrabili; e cioè con tutte le relazioni di causalità e di effetti, all'interno ed all'estero, nelle reciproche influenze, dipendenze, correlazioni, oppugnazioni, ecc.
Era stato, precedentemente* avviato un lavoro di largo respiro che, senza dubbio, aveva segnato buone orme, rimasto, sventuratamente, interrotto per la morte del­l'autore: Storia del Risorgimento politico d'Italia, di Italo Raulich: i volumi che ci ha lasciati sono veri monumenti; ma io non trovo lodevole quello che, nell'opera, volle riscontrare Vittorio Fiorini: il coraggio, che non tutti gli studiosi hanno, di sop­primere l'erudizione, che è guanto dire sopprimere il frutto più appariscente di enormi fatiche , (Necrologio letto dal Fiorini a Genova, al Congresso della Società per la Storia del Risorgimento, e premesso al quinto volume, edito a Bologna, Zanichelli, 1926).
Chi legge non deve rimanere, in alcun modo,' affaticato dalla erudizione di chi ha scritto: sta bene; ma non è neppure giusto sopprimere tutta la faticata erudizione di chi ha composto o compone un'opera, degna di considerazione e di rispetto; se altri, siano pure pochi, abbiano il desiderio di risalire alle fonti, perchè dovrebbero riper­correre tutto il cammino, di chi ha preceduto, alle volte non avendo le medesime possibilità, e potendo accadere deviazioni, ecc.?
E, quindi, io trovo che bene ha fatto e fa lo Spellanzon, il quale non affatica il lettore, con la erudizione; ma per chi desideri sapere dove ha attinta la tale considera­zione, o la tal altra, donde abbia derivato il tal giudizio od il tal altro giudizio, alla fine di ogni capitolo (come, del resto, hanno fatto anche altri storici italiani contempo­ranei, non sempre con la medesima ricchezza), mette un ricco repertorio bibliografico, che serve molto, e che io trovo giusto ci sia: perchè, in tal modo, è veramente segnata una tappa; quella diventa una base; si potrà andare più innanzi; si potrà, non sempre, convenire, nelle conclusioni dell'A.; si potranno trovare nuove relazioni, induzioni e deduzioni; ma di lì, facendo tutti gli accertamenti che si vogliano fare, prendendosi tutte le soddisfazioni che si vogliano prendere, si potrà sempre muovere, con sicurezza, verso conquiste ulteriori.
Si potrà chiedere qualche altra cosa: gli indici; perchè, in tal modo, l'opera diven­terà consultabile e, certamente, molto servibile a tutti i ricercatori, che non possono avere sempre il tempo di vedersi tutto; e possono stare tranquilli i signori richiedenti, perchè viene assicurato che l'Editore Rizzoli, tanto benemerito, alla fine dell'opera, ci darà un ampio corredo di indici: indice dei nomi di persona e delle cose notevoli, indice dei luoghi, indice completo dei capitoli con l'indicazione delle pagine in cui comincia ciascun paragrafo, e indice delle illustrazioni]
Il volume contiene la narrazione, diffusa, di quel periodo portentoso della nostra storia, che va dalla elezione di Pio IX alla prima guerra dell'Indipendenza. Tutti gli ostacoli, l'un dopo l'altro, crollano; il cammino si accelera; diventa marcia; anzi diventa corsa irrefrenabile, incontenibile. Dal decreto d'amnistia di Pio IX, allo scoppio della guerra (marzo 1848), se si prendano a considerare, partitamente, tutti gli avvenimenti, e se si prenda a considerarne la grandezza e la complessità dei singoli fatti e di tutti insieme, ai sarebbe indotti a pensare che tutto quanto accadde, allora, non possa esser accaduto, in alcun modo, in cosi breve spazio di tempo; ed invece accadde, cosi, cele-remente, per quella legge ben nota di natura che uno sbarramento può fermare, contenere, frapporsi solo nino ad un certo puntò: e cioè solamente se la forza che preme ed urta non s'accresca, di continuo; perchè, in tal caso, non può esservi barriera al mondo che possa impedire il sormontare, l'irrompere ed il dilagare delle acque, che si