Rassegna storica del Risorgimento
MILLE (SPEDIZIONE DEI) ; SCOTTO ACHILLE LORENZO ; GARIBALDINI
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1937
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1378
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1378 Libri e periodici
àata andate lentamente ma inevitabilmente accumulando. Come nella natura, cosi noi moti umani.
La opposizione ai sentimenti, alle manifestazióni, alle riforme, alle necessita economiche e sociali, quasi da per tutto, in Italia, dal 1815 al 1846, tolta qualche idillica parentesi, era stata tale chela sola elezione di Pio IX ed il cambiamento della polìtica papale, bastarono a scardinare l'ordine costituito, il quale già a stento aveva potuto dorare sino a quel momento e in quel modo. Aperto un varco, ed un varco cosi importante come quello della Chiesa, fu tutto un precipitare ed un crollare, non dico di vecchie istituzioni, ma di puntelli, di architetture, di sostegni, di costruzioni artificiali. Fu il periodo delle grandi speranze, dei grandi sogni, delle grandi illusioni, dei fremiti magnanimi, della corsa irrefrenabile ed incontenibile alla gioia, alla vita, alla redenzione, al rinnovamento, alla rigenerazione. Disse bene il Carducci: primavera. Tutto rinasce, risorge, si ricrea, si rinnova. La vita ripullula, nelle sue più disparate forme; ed è tutto un concetto d'amor novo, di nuove sognate ascese. Chi oserebbe ricordare, in tanto urgere di forze nuove, che può venire il temporale; che la tempesta potrà abbattere i raccolti che crescono rigogliosi; che la morte verrà, ancora una volta a distruggere la vita?
Tutto aveva concorso a preparare ed a preannunziare i tempi nuovi: le necessità politiche, economiche e sociali; l'arte, la poesia, la storia, la letteratura. Le crudeltà e le tirannie reazionarie, invece di ribadire le catene, non erano pure esse, che atti preparatori ed acceleratori della rinascita. La medicina, l'agricoltura, la religione stessa, diventarono forze, strumenti, mezzi, aiuti al grande moto rigeneratore. Se v'ha un momento realmente portentoso, nella sua complessità, nella sna spontaneità, nella sua generalità e singolarità, nella sna travolgenti, nel suo cumulo di forze, è tutto questo scatenarsi di possibilità; è tutto questo moversi verso un fine, che ancora non si sa bene quale sarà* ma che già si sente che sarà un grande fine.
Nella natura, come nella storia, di solito, sono due forze: una positiva, l'altra negativa. Se consideriamo positivo il moto, cui dà inizio, forse, anche senza volerlo, Pio IX, dobbiamo correre, con la nostra mente, subito alla parte negativa: all'Austria ed ai suoi emissari, in Italia e fuori.
Tra questi due poli, gradatamente, ma fatalmente, s'accende la battaglia, che porta al conflitto del 1848, in cui, al solito, gli uomini sono istrumenti, o mezzi; ma, in alto, è una più alta legge (si chiami nèmesi, si chiami necessità storica, si chiami provvidenza, o si chiami come si vuole), che porta, per sviluppi necessari, impellenti, a conclusioni, o soluzioni, anch'esse necessarie e risolutive.
Lo Spellanzon, nel narrarci anche questo periodo, ha proceduto per dimostrazione coscienziosa, metodica, stringente, dominando la materia, disciplinandola, vedendone i nessi logici, mettendo in relazione il particolare al generale, e non omettendo di vedere, nel fatto particolare, l'episodio, l'atto, che, come ebbe una sua ragion d'essere; nella grande economia dei fatti, così ha una sua ragion d'essere nella narrazione fattaci dall'A.
la Italia a mosaico d'allora, che l'A. rivela; sono le masse che già si muovono è ch'egli segue, studia, descrive; sono i fatti sociali, economici ch'egli illustra: fatti sociali ed economici che hanno una loro grandissima importanza, nel determinarsi della storia, e che gli storici, prima dello Spellanzon, non avevano tenuto nel debito conto; sono le riforme1, che s'avanzano, che si discutono, che -finiscono con l'imporsi; sono le costituzioni che tornano ad esser chieste e ad esser date, ma, questa volta, con moto così travolgente che sono anch'esse subito superate; insomma, è il grande moto ascendente del popolo italiano, che ha trovata ormai la sua strada; tutte le acque si raccolgono e s'incanalano nel letto del grande fiume; è l'esperimento dei rifornì isti-giober ciani, che beneficiano della propaganda mazziniana e di tutto il rinnovamento portato, da loro e dalla predicazione dell'Apostolo e dal martirologio, ad un tempo; saranno, poi, i mazziniani che succederanno ai riformisti, a tentare, a loro volta, il