Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1395>
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L'oc Ultimatum austriaco del 1859 1395
senza rispondere pubblicamente agli aspri rimproveri, cui avrebbe potuto almeno in parte replicare.
Quel ch'egli pensava su Napoleone e sulla sua politica, il conte Buoi l'aveva scritto per disteso nel settembre del 1857.1} H segreto intendimento dell'Imperatore dei francesi era di aspettare il momento favorevole, per trasformare radicalmente la carta d'Europa. Per questa ragione, bisognava tenere l'Europa in uno stato di perenne inquietudine, fin quando Egli non fosse stato in grado di portare il colpo decisivo contro il suo organismo sociale. L'Austria e la Francia di Napoleone personificano due principi opposti: la Monarchia danubiana non deve lasciar dubbio alla Francia, che mai diverrà infedele ai suoi principi. Sarebbe privo di senso, mostrarsi accomo­danti con Napoleone: un simile atteggiamento verrebbe inter­pretato solo come paura. Invece la Francia deve abituarsi a veder naufragare i suoi piani segreti contro l'opposizione del­l'Austria. Fra questi piani segreti, uno è l'ingrandimento della Sardegna e la cacciata degli Asburgo dall'Italia: altri mirano alla Polonia e alla situazione balcanica.
Buoi non crede che di fronte a questa sistematica opposi­zione austriaca Napoleone si decida alla guerra: Napoleone non è libero di rinunciare alla pace quando meglio gli piaccia. Per venire alla guerra egli deve adempiere a due condizioni: un alleato conveniente, e uno scopo popolare. Né l'uno né l'altro si possono vedere, per il momento. Se l'Austria conserva il suo atteggiamento tranquilla e inflessibile, questo è forse il mezzo migliore per distogliere Napoleone da una parte dei sogni che ha sognato nella prigionia di Ham, per condurlo nelle Tuileries ad un apprezzamento più sano della situazione europea.
Secondo questi principi direttivi, soprattutto dopo il 1858, il Ministro degli esteri austriaco dirigeva le sorti del suo Stato; la questione italiana non era che una delle questioni
l) Mes idée sur la politique du second Empire, Paris, 1857, St. A.