Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1401>
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L* Ultimatum austrìaco del 1859 1401
erano state sensibilmente ridotte le misure proposte e definite come necessarie dai militari: al 28 gennaio e al 19 febbraio.
La situazione della politica estera, alla fine di marzo, si poneva in Vienna all'ingrosso cosi: l'Ambasciatore a Londra aveva ripetutamente riferito che non si poteva contare su di un attivo intervento dell'Inghilterra in favore dell'Austria; per quanto innegabile fosse la simpatia dei circoli conserva­tori, in quel momento al Governo, non era meno chiara la debolezza della posizione del ministero Derby, e il pericolo di un nuovo Gabinetto sotto la presidenza di Palmerston, che, come è noto, era di sentimenti ostili all'Austria. Al Ballhaus non si dubitava che la Russia, dopo la guerra di Crimea, si dovesse considerare senz'altro come nemica, soprattutto il principe Gortschakow; e non ci si facevano illusioni su di un prossimo cambiamento di sentimenti. Ma non si dava grande importanza al pericolo di una minaccia militare di parte russa. Interrogato sull'atteggiamento degli Stati tedeschi, Buoi, nella conferenza del 19 febbraio, dichiarava che i Governi eran pronti ad una alleanza attiva con l'Austria: solo nei riguardi della Prussia non poteva dare una assicurazione.1} In una lettera della metà di marzo, l'Imperatore Francesco Giuseppe dichiarava che anch'egli era persuaso che la Prussia avrebbe agito in buon senso, nel momento in cui il pericolo si sarebbe fatto più grave .2>
Già al 5 di gennaio, il Ministro degli esteri si era espresso nel senso che se anche non subito, prima o dopo si sarebbero dovuti regolare i conti con la Sardegna . Nel Consiglio dei ministri del 28 gennaio aveva assicurato che la decisione non urgeva, poiché, a suo vedere, ogni giorno di ritardo portava un danno alla Francia e alla Sardegna, sotto ogni riguardo,
1) Sol problema si diffonde v. SRBIK, D uniscile Einheit, voi. II, libro VI, cap. 2 e 3.
2) 0. ERNST, Kaiser Franz Joseph in soinm Briofen, 1924, p. 115 seg., al Principe Ereditario Alberto di Sassonia*