Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; AUSTRIA
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1937
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1404
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1404 Friedrich Engel voti lanosi
affermazione fatta il 16 aprile a Hubner da Cowley, cui era stata affidata, in febbraio, la missione mediatrice a Vienna, e che era considerato come un esperto del conflitto diplomatico franco-austriaco: Voi dovreste intimare al Piemonte il disarmo, invaderne il territorio, distruggerne l'esercito, e poi dichiarare che siete pronti a trattare al Congresso, dove e quando si voglia .1J La differenza fra le vedute di Vienna e quelle di Berlino risulta in tutta la sua evidenza in due telegrammi. Il 17 aprile, Buoi telegrafa al suo rappresentante in Berlino l'istruzione: Ciò che Lei deve soprattutto evitare, è ogni temporeggiamento. Noi abbiamo fretta di agire . H 18 aprile, Schleinitz telegrafa'all'inviato prussiano a Vienna: Prema sul conte Buoi, che non precipiti le cose . H Principe Reggente dà all'Austria il consiglio di non muovere ad un passo estremo, prima che tutte le vie pacifiche siano state esaurite .2) La concezione austriaca sembra invece tutt'altra: l'Arciduca Alberto la esprime nello stesso modo con cui Buoi la fa formulare a Londra: Napoleone e il Piemonte, questi due campioni della rivoluzione, essendo dalla parte del torto han bisogno di evitare ad ogni costo di sembrare quelli che prendon l'iniziativa: l'Austria, che è nel suo pieno e buon diritto, non ne ha bisogno .
Come la pensavano, invece, gli avversari? Sin dal primo momento, le conversazioni fra Cavour e Napoleone sono dominate dalla ricerca di una sufficiente ragione di guerra, o, come anche contemporaneamente si definisce, di un pretesto adatto.4* Sappiamo dalla famosa lettera dello statista piemontese sul convegno di Plombières come il problema del pretesto di guerra fosse stato uno dei primi discussi dall'Imperatore; come
x) HUBNER, Neun Jahre, dt., IL, p. 242.
a) Auno. Politile Preuasens, I, p. 343: il Prìncipe Reggente di Prussia all'Arciduca Alberto, 28 aprile.
3) Ib., I, p. 343, nota 2, e dispaccio a Londra del 14 aprile in St. A.
4) La prima menzione si trova, a mio sapere* nella lettera del dott. Conneau a Cavour del 15 maggio 1858 (Corteggio Cavour-Nigra, I, p. 89).