Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; AUSTRIA
anno <1937>   pagina <1406>
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1406 Friedrich Engel VOTI Janoai
economicamente e militarmente non era che un governatore per conto della Monarchia asburgica.1J
L'Ambasciatore austriaco a Berlino ammoniva alla metà di febbraio, che ci si guardasse dal pericolo di veder sorgere, attraverso complicazioni spontaneamente sorte o artificial­mente provocate in Italia, delle incertezze sul motivo che spingeva alla guerra , tali da poter influenzare l'atteggiamento prussiano. In quel momento, Cavour sperava di poter rica­vare un eccellente pretesto daU'amuire di disertori dall'eser­cito austriaco nel piemontese.3) Ma dall'ottobre del 1858, egli si teneva fermamente ad una speranza: che l'Austria si sarebbe lasciata trascinare a un'imprudenza, o a un atto di forza:4* un bon petit acte bien aggressif , come lo sognava il Principe Napoleone,5) e come Cavour si assunse di provocare all'inizio di aprile. Onde il terrore suscitato in Torino dal pro­getto di un Congresso europeo : comment diable en sorti-rions nous pour faire la guerre .6) Tutta la speranza è nel contegno dell'Austria. Ma questa speranza alla fine di marzo, principio d'aprile diviene sempre più debole. Il Congresso sembra divenuto inevitabile, Napoleone si trincera senza muoversi dietro l'esortazione di aver fiducia in lui. Il Principe Napoleone è instancabile, nell'incitare Torino: l'Austria deve essere presentata continuamente all'Europa come minacciosa e provocante, come l'aggressore di fronte ad una Sardegna solo preoccupata di difendersi. Ma non si va avanti. Sono i giorni, in cui si può dire della Sardegna, quello che scrisse Jakob Burckhardt sulla grandezza storica: Il destino di popoli e di Stati, gli indirizzi di intere civiltà possono dipendere dal fatto che un uomo eccezionale sia in grado di sostenere, in
1) Ib., I, p. 181 seg.
?) Rapporto da Berlino 18 febbraio, bM St. À.
8) Carteggio, II, p. 14.
4) E>., ì, p. 178.
5) li., HC, pp. 92, 99.
6) Ib., II, p. 166,