Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GABRIELE
anno <1937>   pagina <1446>
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1446 Achille De Rubertis
era tornata in famiglia. La voce generale, concorde dei buoni e degl'intel­ligenti era stata di meraviglia: che, mentre la dotta e gentile Toscana aveva tanta stima per Gabriele, la sua terra dimostrasse invece tanta freddezza.
In particolare Raffaele Pepe era grato al Vieusseux e sperava che oltre la tomba non conservasse rancore verso di chi gli era stato amico, di chi aveva sempre parlato di Ini con sentimento di stima e mai accen­nato alla rottura fra loro awennta. Morì pronunziando parole d'amore, pregando per la prosperità di tutti e perdonando a tutti i nemici.
Raffaele ringraziava poi di ciò che gli veniva suggerito. Nella assenza del nipote Marcello, il quale s'incaricava della piccola ammini­strazione della casa, egli non poteva risolvere nulla. Frattanto che rac­coglieva e faceva raccogliere notizie biografiche, pregava d'indicargli a un dipresso anale sarebbe la spesa necessaria a mettere in esecuzione l'opera proposta, dovendo regolarsi secondo le loro non larghe fortune . In ogni modo la famiglia Pepe rimarrebbe sempre gratissima delle buone intenzioni dimostrate dagli amici toscani.
Auspici davvero non lieti per un fortunato successo dell'ideata impresa editoriale!
Al Puccinelli piacque assai sentire che la memoria e stima grande serbata in Toscana per l'ottimo e troppo presto rapito Gabriele fosse stata ben valutata nel suo paese.
Aveva subito trattato col Capponi, col Vieusseux, col Tabarrini ed altri sul modo più economico e conveniente per la raccolta degli scritti di Gabriele. H Vieusseux, che si dava molta premura per la buona riuscita di questa pubblicazione, suggeriva di far un'edizione di 600 copie, di cui 100 con un certo lusso, e di costituire una società di azio­nisti, a venti ducati per azione, con un capitale di ducati 1000 da depo­sitarsi presso una banca di Firenze. Secondo i suoi calcoli, si farebbe un bel volume in 8 grande, o due discreti volumi, di circa 65 fogli. La società stessa ne sarebbe editrice, servendosi della Tipografia Gali­leiana. La famiglia Pepe prenderebbe l'iniziativa dell'organizzazione dei soci. Egli si prenotava per un'azione. Le opere di Gabriele dovrebbero trovar un certo favore a Napoli e qualche copia certamente si venderebbe anche in Toscana.
Se poi non fosse facile la costituzione della società, il Tabarrini aveva ottenuto che Felice Le Mounier si assumesse, a tutto suo carico, l'edizione, inserendola, in separato volume, nella nota collezione della
i) Forse, genericamente, il Regno di Napoli.