Rassegna storica del Risorgimento

PEPE GABRIELE
anno <1937>   pagina <1447>
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Per la raccolta degli scritti di Gabriele Pepe 1447
Biblioteca Nazionale* Il medesimo Tabarrini vi premetterebbe la bio­grafia e curerebbe la successione e la stampa degli scritti, giovandosi, nella scelta, del consiglio di Gino Capponi, giacché bisognava riconoscere che non tutto era da pubblicarsi, sia per la reputazione dell'autore, sia per la convenienza dell'impresa. La famiglia Pepe, in tal caso, avrebbe forse delle copie a propria disposizione.
Se non. che, ben considerando le circostanze dèi tempi e delle rela­zioni esistenti nel Regno di Napoli, Raffaele Pepe giudicò che il piano del Vìeusseux, che pure apprezzava e di cui, commosso, ringraziava,1* era, se non impossibile, difficile ad eseguirsi . Tra parenti ed amici egli non. sperava di trovar i quaranta azionisti richiesti (gli altri dieci si sarebbero cercati in Toscana): nel Regno diffidavano delle associazioni librarie fatte all'estero; gli amici di Gabriele, non molti quand'egli era vivente, si eran già diradati, sebbene i pochissimi rimasti fossero veri; per riuscir nell'intento, bisognava pregare, raccomandare, impe­gnare, ed egli, come suo fratello, era restio a tutto ciò che sentisse d'intrigo, di bassezza.
Accettava invece il disegno dell'inserzione nella Biblioteca del Le Mounier, non perchè più economico, ma perchè più sbrigativo, più sollecito. E quanto agli esemplari da destinarsi alla sua famiglia, nulla chiedeva e si rimetteva alla generosità dell'editore. Era lietissimo di veder in Toscana e da Toscani reso omaggio al suo Gabriele. Per prov­vedere alla fama del quale, consentiva volentieri si facesse una scelta degli scritti 2) e che questa venisse affidata al Capponi, al Vìeusseux, Enrico Mayer ed altri.
Prometteva infine di mandare al Puccinelli, per mezzo della Lega­zione toscana a Napoli e di suo cugino Michele Cuoco,3) uno zibaldone o abbozzo della vita di Cesare, in cui Gabriele accennava di voler fare un paragone fra Cesare e Napoleone; e inoltre il Ragguaglio del tremuoto
]) Scriveva il Puccinelli: Il progetto Vieusseux non mi confido eseguirlo: ma non perciò lo apprezzo meno, avendomi commosso il cnore sentendo lui cosi gentile offrirsi quale uno degli azionisti:! offerta tanto più cara e generosa, quanto cne, come Ella mi Borisse, v'era qualche ubbia tra mio fratello e lui. Ora la morte scioglie tutto} io lo ringrazio dell'offerta e lo prego di augurar pace alle ossa di chi fu suo collabo­ratore nello eletta Antologìa, fa suo collega o commilitone nello spanderò le alte idee* i nobili desideri! de' quali VAntologia h ripiena
Z) a Quando ai scrive,, come Gabriele scrivea, per un giornale, vi sono spesso arti­coli di para circostanza, il di cui merito o interesse passa col passare della circostanza: altrimenti avviene con gli articoli di fondo, di argomento più grave, trattato più atten­tamente e con maggiore- dottrina : quindi necessità di scegliere . Lettura di Raffaele Pepe ad Antonio Puccinelli del 19 ottobre 1053..
3} Fratello di Vincenzo consigliere della Corto suprema di Giustizia a Napoli.