Rassegna storica del Risorgimento

LIONE (COMIZI DI) ; CUSTODI PIETRO
anno <1938>   pagina <64>
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Carlo 'Antonio Vianello
degli Affari Esteri, la Consulta Ordinaria non aveva fatto che pubblicare delle dispo­sizioni superiori a cui nessuno poteva opporsi; 2 che la Consulta Straordinaria non era stata chiamata a Lione che pec dar dei lumi a Bonaporte, e che quest'ultimo aveva quindi diritto di domandarli nella forma che stimava più opportuna. Dietro questi schiarimenti la maggiorità hn dichiarato che il Comitato era unito legalmente.
Siegue la lettura della Costituzione, la stessa che fu presentata ed approvata già dalla Consulta Ordinaria. Melzi fa presente la necessità di deputare una Commis­sione incaricata di fare le osservazioni che troverà opportune, onde queste venghino offerte al P. Console, Scazza domanda che sicno esclusi da questa Commissione i Mem­bri attuali della Ordinaria che hanno già proferito il loro giudizio. Rcjna fa presente che non tatti i Consultori, e non in tutte le parti hanno approvato Tatto Costituzionale, e che quindi le operazioni dei dissenzienti potrebbero servir di norma alla Commissione da farsi. La maggiorità approva e si nomina mia Commissione di 15 individui fra i quali si trova Io stesso Rejna, Orioni, Arrivabene Ferd.0, Prcdabissi, Birago, etc.
Si aggiorna la Sessione del Comitato pel 18 corrente; Io stesso lavoro è stato ese­guito nello stesso giorno da tutti gli altri Comitati.
Addio mio caro Amico.
XII.
Esfratto: Spada al suo figlio Pietro a Brescia. Da Lione, 6 gennaio 1802.
Talleyrand disse, che la Consulta non dee occuparsi della Costituzione perchè è fatta, non delle truppe francesi da stanziar in Cisalpina perchè ciò sarà trattato col nnovo Governo, non delle leggi organiche perchè son fatte, non della scelta delli nuovi Governanti perchè rimesse queste a Bona par te, egli vuole usare di tale prerogativa. Fu richiesto quale estensione territoriale resterà ali a Repubblica e disse che sarà aumentata. Intanto varie sono le voci che corrono, ma tutte senza fondamento; ed è inutile seri" vertele. Ieri s'era sparso che venisse Luciano fratello del Console. Ciò faceva creder certo la sua elezione in Presidente, ma la cosa non fn confermata.
Sembra fuori di dubbio che ad Amiens tutto sia finito. Non restavi che il concorso della Spagna. Questa haveva eletto Ministro certo Compos, ma fu rifiutato dalla Francia, e la Spagna ha dovuto spedire le Plenipotenze ad Azzara, quale è gravemente ammalato*
XIII.
Estratto: Marni a Giacomo Foscarini a Milano?Da Parigi, 17 nevóso X: 7gennaio 1802.
Corner mi scrive Che Io coartano a decidersi; e questo è un punto molto interes­sante. Io ve lo comunico per vostro Governo, giacché voi stesso vi troverete nelle mede­sime circostanze. Egli mi pare disposto a decidersi Cisalpino e non può fare altrimenti, tonto più che ignoro come vadino le cose sue a Vienna, le quali non. erano in uno stato molto favorevole quando egli partì da Parigi. Se gli affari che riguardano varie famiglie che hanno fatto oso dello libertà delle vendite non possono riuscire per le vie dirette di Vienna, potranno riuscire in forza di questa decisione. Non potrà il Governo Francese dispensarsi dal proteggere la causa di tutti gli ex Veneti che si sono dichiarati Cisalpini...