Rassegna storica del Risorgimento
LIONE (COMIZI DI) ; CUSTODI PIETRO
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1938
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Carlo 'Antonio Vianello
veder purtroppo realizzato quanto vi ho scritto in una delle antecedenti mie lettere. Potrete sapere qualche dettaglio da D. Antonio della Porta a cui scrive il mio Compagno in questo stesso ordinario; astenendosi però, come mi ha detto, dall'essere il primo autore di cattive notate. L'altro ieri in una numerosa conversazione uno dei più. raggnardevoli Vescovi della Chiesa Cisalpina piangeva dirottamente. Le cosi dette leggi Organiche relative alla Religione non sono ancora state proposte; ma lo saranno probabilmente nella session di domani. Si spera qualche cosa da una supplica che in nome del Clero Cisalpino verrà presentata al primo Console che, alle disposizioni che si vedono, arriverà questa notte.
Ieri poco è mancato ohe io non sia salito in Tribuna per fare alcuni riflessi sugli articoli della Costituzione riguardanti il Culto, e i così detti beni Nazionali. Avvertito però da un membro della Consulta Ordinaria che la mia mozione avrebbe incontrato un grandissimo numero di oppositori, non ho voluto azzardarla. Niuno degli ecclesiastici della mia Sezione (degli ex Austriaci) ha ancora pubblicamente parlato: cccet tuato i Vescovi di Lodi e di Pavia, il pruno de' quali non ha tatto che inutilmente cercare che i Beni di Chiesa, de* quali si assicura il possesso a chi li ha acquistati, invece di Nazionali fossero addimandati Ecclesiastici, l'altro si è ristretto a dire che si lusingava che le mancanze della Costituzione in ordine alla Religione, sarebbero state supplite dalle Leggi Organiche.
Io non so quando finirà il Congresso. Alcuni sperano che possa terminare entro una settimana, altri disperano che possa ultimarsi in un mese. La mia malinconia e la mia poca salute mi indurranno probabilmente a venire a casa per la più. corta. Non mancherò d'avvisarvi del preciso giorno in cui partirò di Lione, come pure se sarò in istato di approfittar dell'invito del nostro grazioso cugino.
Volta, Lambertcnghi, Raimondi, ed Odescalchi mi danno incumbenza di salutarvi. Quest'ultimo mi aveva promesso di presentarmi al C.te Melzi; ma avendolo in appresso varie volte veduto, non me ne ha più parlato, il che mi ha fatto credere ecc.. Si vuole che il medesimo occuperà nella nostra Repubblica una carica luminosa. Domani fra le altre cose dovremo proporre i nomi di sei Legislatori, tanti dovendo esser scelti nel Dip. del Lario avuto riguardo alla sua popolazione. Ho fatto qualche pratica perchè siate fra i medesimi nominato. Il loro appuntamento è di L. 6000, e non siedono che dal giorno primo di Aprile a tutto Maggio. A proposito di che mi occorre di raccontarvi che essendo dispiaciuto ad un zelante repnb.0 che si facesse . uso nella Costituzione del vecchio calendario, messa la di lui mozione alle voci è stata rigettata.
XXI.
Estratto: Spada al figlio Pietro. Da Lione, 10 gennaio 1802.
Dopo le cose, che ti scrissi con la mia N. 7, eccoti ciò che avvenne. I Comitati scelti delle rispettive Sezioni si radunarono all'esame delle Leggi Organiche, e perciò anche della Costituzione, quantunque fosse loro proibito il versarvi. Fu gran soggetto di discussione l'articolo riguardante i modi con i quali acquistare la cittadinanza, non già per l'avvenire, ma perche un capitolo faceva effetto retroattivo e dava adito a rivangare le concessioni fatte e tagliarle. In tal modo si rendeva incerto persino 1 asilo a una quantità di infelici che non avrebbero più BUOIO ove riposare. Le condizioni por poterla ottenere in avvenire sono sette anni d'incoiato ed una proprietà da determinarsi