Rassegna storica del Risorgimento
LIONE (COMIZI DI) ; CUSTODI PIETRO
anno
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1938
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pagina
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79
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Cinquantaquattro lèttere intorno ai comizi di Lione, ecc. 19
l'animo di Bonaparte sembra scosso. Insinua loro la formazione d'un Comitato per rispondere con precisione ai diversi quesiti. Si forma il Comitato e il di seguente si porta al Console il risultato delle sue operazioni.
27. Udienza de'Dotti, ossiano Deputati delle Università. Parla de* dotti italiani con stima, ma dice nel tempo stesso che l'Italia manca di buoni matematici... Parla ancora d'astronomia... Vorrebbe che gli stabilimenti di scienze si accogliessero in Milano. Ve chi parla per Bologna, antica Madre delle scienze. Bonaparte non replica. Udienza pure de' Giudici ai quali ha dimandato il numero dei Tribunali di revisione e di appello della Repubblica. Ha voluto sapere i membri dei primi che erano presenti, ha dimandato su le diverse legislazioni e metodi giudiziaria ancora vigenti e ha conchiuso col dire che nominerà un Tribunale di Cassazione il quale darà regole agli affari giudiziaria; che converrà occuparsi della formazione di un Codice uniforme e di un metodo giudiziario comune ecc. Ha fatto anche dimanda sui Tribunali di Prima Istanza, se sono collegiali o no.
Nei giorni 25, 26 e 27 Bonaparte si è occupato indefessamente della Costituzione Cisalpina, tanto da se solo, quanto in compagnia dei 5 Presidenti delle Sezioni. Si crede che, ferme le basi, sia essa per subire de' gran cangiamenti. Nonostante però che queste grandi operazioni sembrino esigere moltissimo tempo, si va ripetendo che in pochi giorni si saprà tutto Costituzione cioè, e Governo, e convenzioni politiche ecc.
Dimani e diman l'altro, giorni 28 e 29 vi saranno le udienze de* commercianti, della Guardia Nazionale, dei deputati dei Dipartimenti e delle 40 Città principali* Ogni giorno il P. Console invita a pranzo dei Cisalpini, mentre i Ministri Talleyrand, e Chaptal continuavano a trattare giornalmente un buon numero di Deputati. Altrettanto fanno il Ministro Marescalchi e il cittadino Serbelloni. Si pretende che l'ultimo del corrente si debba convocare l'Assemblea Generale.
XXXXVI.
Il curato Palmieri al canonico Giuseppe Fabriani sotto vicario generale a Modena. Da Lione, 18 gennaio 1802.
Amico Carissimo, il foglio che vi trasmetto è stato dettato dal P. Console al nostro Comitato Ecclesiastico in una Sezione che si tenne alla sua presenza nel suo Palazzo la sera del giorno 16 dalle ore dieci fino all'un'ora dopo la mezzanotte. Sono stati poi invitati i Vicarii e Parrochi tutti di fare in iscritto la risposta alle interrogazioni e loro riflessioni sopra le risposte che troverete già scritte entro il termine di ore 24. Abbiamo per approssimazione, e per quanto si è potuto nella mancanza dei dati opportuni, fatta la risposta ai quesiti che riguardano lo stato di ciascuna
Diocesi.
Nell'angustia poi del tempo e per avere inteso che Bonaparte aveva detto al Comitato che per riguardo alle discussioni fra le due Autorità si sarebbe rangiato col Papa, noi ci siamo dispensati dal fare alcuna riflessione, e ci siamo ristretti al dire che ben volentieri ci rimettiamo al giudizio della S. Sedo. I Papalini sopra tutto, ai quali tien dietro il Vescovo di Lodi, si dibattono molto anche con qualche ammirazione dei secolari, e non vorrei che per voler molto avessimo a perder di quello che ci vien concesso.
Allegalo: Vate lo stato di ciascuna delle Diocesi. Far conoscere a quanto montavano le rendite di ciascun Vescovado avanti la Rivoluzione e quanti beni restano a