Rassegna storica del Risorgimento
LIONE (COMIZI DI) ; CUSTODI PIETRO
anno
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1938
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pagina
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83
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Cinquantaquattro lettere intorno ai comizi di Lione, ecc. 83
con un decreto sin d'ora incognito che rimette ad un magistrato estero la nomina alle prime cariche del nostro paese. Si vuole una Commissione di 15 membri per quest'operazione. Questi eletti ci presentano i loro riflessi, ed anche dei progetti di leggi orga -niche. Si ammettono gli uni e gli altri. Si fanno delle liste di Cisalpini che si credono capaci di riempire delle cariche. Questo piccolo travaglio è eseguito in pochissimo tempo; due giorni bastano. Le sezioni sono congedate dai Presidenti sino a nuovo ordine. Si sa che de' Deputati si trovano nel bisogno per l'insaziabile avidità dei Lio-nesi che li sanguisugano; si offre a tutto il corpo con una compassione insultante 300 franchi in forma di elemosina. Frattanto i deputati vanno errando di caffè in caffè annojati dei loro ospiti, e dei continui affronti che ricevono, sospirando per una patria che sono sforzati di bestemmiare. Nello stesso tempo aspettano che secondo un articolo del decreto 13 nevoso, la consulta ordinaria aduni tutti i membri della straordinaria in una sola assemblea, quando vedono comparire un semplice avviso manuscritto sulla parete d'un caffè, che loro serve d'ordine per riunirli in un sol luogo. Un nuovo presidente inaspettato, ed inchiamato, fa conoscere all'adunanza gli ordini che lo obbligano di nominare 30 soggetti, che faccino le sue veci per qualche tempo presso chi vorr à interrogarli. Tutto in un tratto si sente che i cinque presidenti delle cinqu e sezioni hanno dovuto redigere una costituzione diversa da quella già letta; che i 30 hanno dovuto proporre dei soggetti a tutte le prime cariche, e che le operazioni antecedenti sono totalmente dimenticate. I bisogni però di vari j vanno crescendo col loro soggiorno ; alcuni degli ispettori delle varie sezioni sono chiamati a fare un progetto di indenniz-zazione per i deputati, e la nuova si sparge in questo mentre dell'arrivo di medaglie destinate in premio ai sudori ed alle fatiche dei consultati. Ma perchè non si può esprimere tuttociò che si sente, perchè le espressioni sono deboli, ed i fatti atroci? Se potessi entrare nei minuti dettagli ti farei arrossire per noi, e forse anche compassionare. I più vili sono diventati sensibili,, declamano né luoghi pubblici circondati da traditori, il cuor si solleva contro tante iniquità.
Capisco, questa non è una lettera, è una serie di esclamazioni, di slanci di rabbia; ma non ti posso dare altro. Felice tu se puoi dimenticarti d'essere cittadino, in mezzo ad una nazione depravata e vile; felice se puoi accontentarti d'una vita privata e comoda e non vedere nell' Italia che un paese di piaceri personali, d'abbondanza di produzioni amabili, per godere di tutte le voluttà private purché sia privo di idee di grandezza e di sentimenti robusti.
Compatisci uno stravagante e saluta tua madre e li fidi amici. Ti abbraccio.
LI.
Estratto: Spada al figlio Pietro a Brescia, Da Lione 4 piovoso X: 24 gennaio 1802.
Tra le cose richieste da Bonaparte alla deputazione dei Notabili v'era quella del estino delle vendite dei fidei comissi fatti dai Possessori al di là dell'Adige; ciò aveva molto lusingato Corner, ed era riescilo nella risposta farsi nominar personalmente. V?era inoltre l'altra relativa ai crediti pubblici e privati verso l'Imperatore. Ciò aveva dato lusinga a me ed avevo tentato il possibile d'esser io pure personalmente indicato, ma seppi la cosa che la carta di risposta era fatta. Pure Longo, uno dei Deputati, s'era impegnato al possibile per passar al Consolo una mia carta relativa. Ma tanta apparenza di lusinga svanì al momento che i Deputati portarono la risposta. Bonaparte neppm* volle legger quanto riguarda essi due articoli. Più, quanto ai fede commessi*