Rassegna storica del Risorgimento

LIONE (COMIZI DI) ; CUSTODI PIETRO
anno <1938>   pagina <84>
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Carlo [Antonio Vmnetto
rispose tosto ch'esigano le rendite e quanto ai eroditi che devono i Creditori rivolgersi a Vienna. Nul tostante ritenne la carta.
Fo rsc si sarà il Console un poco alterato per alcune verità che gli dissero i Deputati, ma essi fecero il loro dovere, e tra gli altri Longo, poiché s'impegnò di provargli l'eccesso degli aggravi! sofferti, altri insistè per gli alloggi militari, e su tal articolo promise un Decreto per sollevar la Repubblica in tempo di pace. Cosa ineseguibile e facile a delu­dersi. In mezzo a tutto ciò, alle solite indecenti cabale, e maldicenze degli Italiani sorti l'ordine che la Consulta Legislativa dovesse radunarsi e scegliere una Commissione di trenta. Questa fa scelta e v'entrarono sei Bresciani. Qnal fortuna se fossero stati con­cordi. Tutt'altro. Intanto si sparse sempre più che Bonaparte doveva esser fatto Pre­sidente. Qualcheduno aveva Tatto esteso. Questa Commissione che sapeva tale inten­zione che non era più in segreto di stato, mal corrispose all'oggetto. Tre furono i que­siti che fu chiamata a decidere. Il primo se tra gli Italiani vi è chi sia capace d'esser fatto Presidente. A questo risposero affermativamente come dovevano. Se convenga (2 quesito) far un Francese. Longo fu il solo che sostenne doversi rispondere che nello stato delle cose crede, che si debba rimetter ciò al P. Console, il che faceva strada a decider il 3 quesito: Se bastava un Vice Presidente. Longo non fu ascoltato; insorsero tutti: un Italiano Un italiano. Si passò alle voci. Melzi fu superiore; Aldini venne dopo. Tutti due rinunziarono, né ciò bastò ad illuminare gli acciecati. Passò la Commissione alla scelta dei Consiglieri e Ministri. Nessuno passò la metà; alcuni ebbero quattro voti; Polfranceschi uno solo, per Ministro della Guerra; Moscati, Fcnaroli, nessuno. Fu nomi­nato Presid. Bonaparte ed ebbe un voto Gallino Ministro di Giustizia, ed altri quattro o. cinque voti, e fece patta con Luosi.
Vi fu chi mi nominò Ministro di Finanza, ed ebbi due voti. Puoi credere eh' io non parlai ad alcuno; e Longo, Corner ed altri amici attestarono ciò pubblicamente. Ebbe uno o due voti dippiù certo Felici che non conosco, e di cui si parla assai male. Non so 0e lo merita. Bonaparte s'irritò moltissimo a tal nuova. Ieri intanto i Preti assag­giarono i primi la sua collera, poiché nel portare il travaglio della loro Commissione, sentirono dirsi che non avranno pia i loro beni* ed è bene che siano spogliati degli altri. La Commissione dei trenta ieri si radunò di nuovo per eleggere il Corpo Legislativo. Il risultato non te lo posso dire. So solo, e da Longo, che ieri tentarono rimediare al disordine del giorno avanti, prendendo una parte che rimette a Bonaparte tutto, e suggerisce che basta che il Vice Presidente sia Italiano.
Vedremo l'effetto.
Non ti sorprenda poi se sentirai nuove contradditorie. Qui tutto varia ogni giorno. come si dice alterata per intero la Costituzione.
I fogli poi e lettere portano fuori di dubbio la rinunzia di Parma e Piacenza, e che il vecchio Duca avrà una pensione; che l'Austria ha transato colla Baviera, ed offre di dar Venezia al Gran Duca. Sembra ora che la Francia non sia persuasa. La Prus­sia, la Russia e la Francia protestarono all'Austria che debba compir quanto prima le cose relative ai compensi, non potendo più aver luogo un* indecisione. Si sostiene che Venezia peraltro cangerà destino e molti vogliono che sarà unita alla Cisalpina. E certo che ad onta di una decisa persecuzione al nome Veneto, Bonaparte sembra impegnato per gli ex Veneti e si tiene fuori dì dubbio ohe sarà ad ognuno mediante una dichia­razione preservata la cittadinanza.
P. S. Bonaparte sarà Presidente, Oggi la Commissione dei trenta si radunò a nove ore. La Consulta Ordinaria alle due. La Straordinaria divisa per Sezioni alle fette. Bonaparte disse:' Vous aure* Venise* Dicono. Nulla più.