Rassegna storica del Risorgimento
1862 ; ROMA
anno
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1938
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pagina
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87
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UN NUOVO DOCUMENTO INTORNO ALLA SITUAZIONE DI ROMA NEL 1862
A lumeggiare la situazione interna di Roma, negli anni tormentosi che seguirono il 1860, non crediamo inopportuno pubblicare il seguente documento, rinvenuto fra gli oggetti di una governante della famiglia Casati-Sacchi Maria Vitali Rossi che, nel periodo del Risorgimento, s'incaricava di portare clandestinamente lettere politiche di Mazzini o per Mazzini. Il messaggio in questione potrebbe infatti ritenersi diretto all'Apostolo, come lo fanno supporre l'intonazione generale di esso, la richiesta di fondi, la scritta, all'esterno del foglio: a per Vomico Giuseppe . Sebbene non porti la data dell'anno, possiamo riferirlo, senza alcun dubbio, al 1862, per l'allusione alla grande assemblea tenuta in Genova il 9 marzo detto, nella quale le varie associazioni democratiche si fusero nell' Associazione Emancipatrice Italiana , per gli accenni alla declinante società del Lafarina, al monumento al Cavour, al Ministero Rattazzi, al diplomatico francese De Lavalette, allora ambasciatore presso la Corte papale. E questa data potrebbe far sorgere qualche dubbio sul supposto destinatario, giacché Mazzini, in quell'epoca (1 aprile) era in Londra e la lettera sembra inviata a Genova, come una precedente a cui si allude, per quanto quella fosse spedita non direttamente al Mazzini, ma all'indirizzo di una dame anglaise , incaricata, forse, di inoltrare la corrispondenza per lui in Inghilterra. In ogni modo, il contenuto dello scritto non perde, secondo noi, il suo valore. Il brigantaggio favorito da Francesco II, il re spodestato, che Pio IX aveva accolto, memore e grato dell'ospitalità di Gaeta, le armate francesi, malsicuro sostegno d'un dominio vacillante, il fermento dei partiti, le repressioni, gli arresti, inutili tentativi di soffocare le aspirazioni di un popolo presso a redimersi, costituiscono un quadro vivo e interessante di quella Roma, già proclamata capitale del nascente regno d'Italia.
Lo scrivente, non ancora da noi identificato, ma del quale forse da qualche lettore della Rassegna si potrà rintracciare la personalità come si potranno chiarire altri punti oscuri della lettera,, appare un emissario di Mazzini, francese (?), persona di una certa importanza, dati i rapporti amichevoli con l'ambasciatore De Lavalette. Giacché com' è noto per quanto il programma del Mazzini, dopo il '60, mirasse alla liberazione del Veneto, da anteporsi alla soluzione della questione romana,