Rassegna storica del Risorgimento

ARCANGELI FEBO ; FOSCHETTI LUIGIA
anno <1938>   pagina <92>
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92 Fedele Porri
A capo delle bande degli insorti era quel Massimo Longiewicz che aveva seguito Garibaldi nella campagna del 1860; e teneva in iscacco da due mesi le colonne cosacche con la tattica della guerriglia.
Le notizie di questi primi successi accesero d'entusiasmo i patrioti italiani. Garibaldi in un indirizzo del 16 febbraio raccomandava: Non abbandoniamo la Polonia. Ma Garibaldi ancor dolorante della recente ferita di Aspromonte, come aveva dovuto prima rinunciare all'invito di Lincoln che lo invocava generale dell'esercito americano nella guerra di liberazione degli schiavi, così dovette ora sentire più amaramente il rammarico della forzata inazione.
Lo sostituì degnamente Francesco Nullo di Bergamo, valoroso ufficiale dei Mille e d'Aspromonte. Intorno a lui si raccolsero altri diciotto ardimentosi Bergamaschi, tra i anali Febo Arcangeli e l'amico suo Elia Marchetti dei Mille.
I Polacchi, disse loro il Nullo, non si sono limitati a darci delle belle parole, ma son venuti in Italia a rischiare bravamente la pelle e non una volta sola. Ora è giunto il momento per l'Italia di porgere alla Polonia un doveroso attestato di gratitudine: e noi Bergamaschi daremo il buon esempio,
E non parlava ai sordi.
Partiti nella seconda quindicina d'aprile 1863, in piccoli gruppi e a intervalli di uno o due giorni l'uno dall'altro, si trovarono tutti a Vienna verso la fine di quel mese senza straordinarie molestie della polizia austriaca, o ignara o contenta che gl'Italiani andassero a farsi ammazzare su la Vistola, piuttosto che averli di fronte sul Mincio.
Sono a Cracovia sui primi di maggio. Qui erano convenuti altri volontari, sette Francesi e due Inglesi; il resto Polacchi: in com­plesso una legione di 500 volontari, della quale prese il comando il Nullo.
Dopo una lunga, faticosa marcia attraverso foreste e pantani, una guida conduceva la colonna all'orlo d'una vasta palude, in mezzo alla quale sorgeva un isolotto, dove alcuni uomini, scavando, mette­vano allo scoperto delle grandi casse contenenti armi, munizioni, divise e stivaloni. Il tutto in eccellente stato di conservazione. I Nostri furono lietamente sorpresi di trovarvi una provvista di camicie e berretti rossi.
Ripresa la marcia, la schiera giunse all'alba del 5 maggio alla borgata di Krzykawka.