Rassegna storica del Risorgimento
ARCANGELI FEBO ; FOSCHETTI LUIGIA
anno
<
1938
>
pagina
<
98
>
98
Fedele Farri
La sentenza fu di fucilazione al petto. I condannati vennero poco dopo tradotti nella fortezza di Czestoclm.
Tutto questo, prima che la madre di quel morituro giungesse a Varsavia. Un ufficiale le fece dire, a mezzo d'interprete, che se si fosse sentita di fare il viaggio in uno dei carri che seguivano un traino di cannoni, avrebbe potuto rivedere il figlio il giorno dopo; ma nessuno rivelò all'afflitta la terribile sentenza. Ed ella si rimise in via per quest'altra che non doveva essere ancora l'ultima stazione della sua Via Crucis. Durante il lungo, lento e faticoso viaggio le attenzioni dei soldati verso questa eroica madre furono invero piene di delicatezza e di rispetto. Ed ella si riconfortava nel pensiero del figlio che presto avrebbe riveduto, curato e ricondotto laggiù... laggiù nella pace della nostra casetta.
m * *
L'incontro col figlio avvenne poco dopo l'arrivo di lei alla fortezza di Czestochu. Fu introdotta in uno stambugio illuminato da una striscia di luce scialba, che vi filtrava da una feritoia. Dopo mezz'ora d'attesa angosciosa, madre e figlio si strinsero in un abbraccio lungo febbrile, ansanti, muti di parole e di lacrime.
Vergine Santissima! Esclamò la madre sciogliendosi. E la gamba? Fammi vedere la gamba. Sono venuta apposta per curarti, come nel '48 ho curato la ferita di tuo padre.
Quasi guarita rispose, simulando, il figlio. Vi farò vedere domani. Ma della sorte che l'attendeva non si sentì il coraggio di far motto
alla madre ignara. E fu una santa inspirazione, perchè il giorno dopo giunse da Varsavia la notizia che il granduca Costantino, fratello dello Czar, e Atamano dell'esercito cosacco contro l'insurrezione della Polonia aveva commutata la pena di morte agli Italiani in dodici anni di relegazione in Siberia.
Dopo tante emozioni, alle quali non ci voleva meno d'una fibra ferrigna come la sua per reggere cosi a lungo; dopo quest'ultima, così improvvisa e inaspettata,* la donna ebbe una crisi di pianto, che le fu salutare.
In seguito all'editto di Costantino mi ricordai narrava l'Arcangeli all'amico di Genova della mia povera gamba abbandonata, dopo la sentenza di Varsavia, al suo destino, e sentii il dovere di contunderla ai ferri del chirurgo.
I prigionieri vennero qualche giorno dopo trasportati, a tappe, di carcere in carcere, fino a NysnhiNovgorod ch'era il punto di concentramento dei condannati alla Siberia.