Rassegna storica del Risorgimento
ARCANGELI FEBO ; FOSCHETTI LUIGIA
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1938
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Fedele Pani
La ferita infatti fu dai medici giudicata tale da richiedere l'amputazione della gamba.
Mai più. esclamarono madre e figlio.
Una mattina la Foschetti introdusse nella ferita una pezzuola, spingendola lieve lieve con un ferro da ealza. La pezzuola portò con sé dall'altra parte della gamba un frammento di cuoio imputridito.. Era il cuoio dello stivalone che la palla, attraversando la gamba, vi aveva depositato. Fu la liberazione. Da quel giorno ferita e ferito cominciarono a migliorare.
Quanto tempo l'Arcangeli rimanesse in quell'ospedale non mi risulta dalle note e dai ricordi delle figlie; né se la madre restasse con lui sino alla partenza per la Siberia, in attesa probabilmente del passaggio di un altro convoglio di deportati.
Ma la congettura che rimanesse a Perm fino a tutta la prima metà di settembre è avvalorata dal ricordo delle feste e dei doni che l'Arcangeli narrava d'aver ricevuto il giorno di S. Michele Arcangelo, che si supponeva fosse il suo onomastico; e la cui festa ricorre in Russia, per differenza di calendario, nella prima quindicina di questo mese.
Del resto le dimostrazioni di simpatia al nostro connazionale e alla madre sua furono calde e frequenti in quella cittadina allora di 30 mila abitanti; dove si può immaginare che i liberali cogliessero quell'occasione per onorare il milite di Garibaldi e della Libertà dei Popoli. Era un contributo indiretto e sottinteso alla loro causa e a quel lavorìo sotterraneo che, 54 anni dopo, doveva spalancare così vasta voragine a quei complesso di cose di persone e d'istituzioni, che si riassumevano sotto il nome di Czarismo.
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Mi manca pure ogni notizia del viaggio di ritorno in Italia della madre, che dovette molto probabilmente avvenire a guarigione completa del figlio, e al momento della sua deportazione in Siberia.
Rilevo soltanto da una nota delle nipoti, che la nonna ripassando per Chrzanow, si recò a salutare la signora Horwaht, la gentildonna che aveva consolati gli ultimi giorni del povero Elia Marchetti, e accolto lei con tanto affetto nel primo incontro.
I coniugi Horwaht insistettero perchè la loro ospite si trattenesse con loro tutto quel tempo che ella desiderasse o credesse almeno necessario al suo riposo. Vi si trattenne tre giorni; [e n'aveva invero bisogno. Ed anche questa volta la mirabile madre ebbe in quel piccolo centro della Polonia austriaca calde dimostrazioni di simpatia.