Rassegna storica del Risorgimento

ARCANGELI FEBO ; FOSCHETTI LUIGIA
anno <1938>   pagina <103>
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Febo Arcangeli e Luigia Foschetti 103
Ma un'altra sventura attendeva l'Arcangeli: la notizia che l'eroica sua mamma era morta l'anno prima. Se l'avessi saputo sarei rimasto a Ischim.
S'acconciò impiegato nella cartiera Binda di Canonica, da cui si licenziò dopo alcun tempo per schivare complicità compromettenti. E si trasferi a Genova, invitato da un cugino ingegnere che lo condusse in Calabria in lavori di costruzioni ferroviarie, dei quali era impresario. Quivi fu colto da ostinate febbri malariche che l'obbligarono a tornar a Genova nel momento stesso in cui la famiglia, smessa la casa, s'appa­recchiava a raggiungerlo.
Trovo nelle carte di famiglia che il 1 giugno 1888 fu, con decreto ministeriale, nominato scrivano straordinario nella R. Avvocatura Erariale di Genova con il soldo di novanta lire mensili; finché, dopo molte conferme nel grado e nel soldo, raggiunse, in virtù di decreto Reale, il grado di applicato di classe transitoria con lo stipendio di L. 1200. H salario diventava stipendio. L'Arcangeli si era dimenti­cato di presentare agli sportelli del Governo il conto delle sue benemerenze.
E se ne tenne alteramente e silenziosamente pago sino al giorno della morte che lo colse in Genova il 7 dicembre 1906. Era nato a Sar-nico il 3 gennaio 1839 da antica famiglia d'origine veneziana, che alla Serenissima aveva dato magistrati e gonfalonieri; un vescovo a Santa Madre Chiesa, nonché motivi di suspicione al Consiglio dei Dieci, che condannò il proavo del Nostro al confino in quella estrema terra di San Marco.
Pianta di buon seme, più amica al cielo che al suolo.
FEDELE PARRI