Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
anno
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1938
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pagina
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104
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GIOVANNI PRATI E URBANO RATTAZZI
LETTERE INEDITE
Un recentissimo articolo, garbatamente divulgativo, pubblicato dal barone Alberto Lumbroso in questa Rassegna (fascicolo del settembre '37, p. 1452-1464) sul Rattazzi e sul Prati poeta politico, mi sprona a trar fuori dal cassetto le cartelle d'un mio contributo documentato ex novo sulle relazioni personali ed epistolari passate fra i due insigni rappresentanti del Risorgimento. H far conoscere il bel gruppetto di lettere dello statista alessandrino al poeta di Campomaggiore è ormai un dovere per me, dopo l'accenno che ebbi a farne nel sàggio uscito recentemente nella Nuova Antologia, ma è anche una forzata anticipazione, dacché a me sorrideva la speranza di poter rintracciare le lettere corrispondenti del Frati all'amico. Sennonché, mentre quelle del Rattazzi ci sono state tramandate conia eredità lasciata dalla vedova del Prati la signora Lucia Arnaudon a Paolo Boselli e dalla benemerita famiglia di lui offerte, in esecuzione della sua volontà, alla Biblioteca comunale di Trento, le lettere del poeta, sottrattesi fin qui alle ricerche mie e degli amici, è a temere sieno andate disperse malamente insieme con le carte di quella signora De Solms, che una cattiva stella gettò nelle braccia del più che maturo statista piemontese.
Non molto si conosceva fin qui circa le relazioni del Prati col Rattazzi: le poche notizie sparse nei due noti volumi del G-abetti e del Giordano, un documento inserito dal Luzio fra i molti e importanti ond' è intessuto il suo poderoso volume rattazziano, e alcuni altri da me fatti conoscere nel citato articolo della Nuova Antologia. Tanto più opportune giungono queste nuove lettere, dacché contribuiscono a dissipare l'impressione punto favorevole al Poeta, quasi di un volgare postulante,
0 Evidentemente, al Lumbroso, come pure al prof. I. CALIGA nis, dal cui articolo (Jl canto di G. Prati in morte di XI, Rattazzi, in Alexandria , a. V, 1937. n. 1) egli prese le mosse, rimase inaccessibile il volume di A. Luzio, Aspromonte e Mentana (Firenze, Le Mounier, 1935), nel quale (pp. 4446) dell'episodio pratiano era detto in breve quanto bastava.
2) Nonostante l'enfasi dell'espressione, pud dare un'idea della ricchezza delle carte rattazziane il passo dolla prefazione al 1.1 di .Rottomi et son temps (Paris, Dcntu, 1881, p. HI) in cui Madame Rattazzi vi accenna, vantandosi di avere spogliato, per comporre questa sua opera, l'immense recueil d'archives che il defunto marito era venuto accumulando giorno por giorno.