Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
anno
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1938
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pagina
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108
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108 littorio Cian
patto lasciare anche per poco questi luoghi, pel timore appunto che potevate venire durante la nostra assenza. Ma fu tale e tanta l'insistenza della madre di mia moglie la quale era venuta qui espressamente per indurci ad andare a Pallanza nel giorno della nascita delle sorelle che fu forza piegare il capo ed accondiscendere. Vi prego quindi di perdonarci, e ci darete prova del perdono ritornando il più. presto che vi sia possibile. Non crederò che non siate risentito contro di noi, se non vi recate qui a dircelo in persona, spero che non mi negherete questo favore. Sento che Cordova è andato a "Venezia: gli scrivo colà, e spero che nel ritorno vorrà fare qui nuovamente una gita. Vi chiedo nuovamente perdono, e nella speranza che non vorrete negarmi di stringervi fra breve qui la mano, vi saluto coi più sinceri sensi
V. aflf.mo IT. Rattazzi.
III. Caro Prati,
Ricevo le tre carissime vostre, e ve ne ringrazio.
Vi attendo senza fallo pel 10. o quando vi tornerà più. commodo: noi (non) ci moveremo più per tutto il mese, e quindi potete essere certo, che non sarete più costretto a ritornare a Como per riverire S. E. il Prefetto. Non ho più avuto notizia dell'ottimo Cordova, e me ne duole assai. Io gli scrissi nel giorno stesso che ho scritto a voi, dirig-gendo la lettera a Venezia: ma temo che non gli sia stata rimessa: non so dove ora si trova e quindi non mi è possibile scrivergli nuovamente. Se mai fosse costi, fatemi il favore di vederlo, e procurate d'indurlo a farvi compagnia. Mi fareste cosa gratissima.
Non rispondo alla parte politica delle vostre lettere, perchè avremo più campo a parlarne qui. Niuno più di me desidera, che si possa trovar modo da porre un termine a questa situazione la quale non può più a lungo continuare senza compromettere tutto ciò che sì è acquistato sinora, e con sì "grandi sacrifizi. Ma a dire il vero, temo, che sarà assai difficile.
Per quanto l'animo mio sia poco propenso a lasciarsi scoraggiare, vi confesso che qualche volta mi sento sconfortato.
Addio, caro Prati, a rivederci fra qualche giorno; salutate tutti gli amici, e stringendovi affettuosamente la mano credetemi coi più sinceri sensi
V. aff.mo Como, 1 ottobre 1863. U. Rattazzi,
IV. Caro Prati,
Ricevo solo quest'oggi le due carissime vostre. Non so esprimervi il dispiacere e la pena che provo nel ricevere la notizia che mi date. Nel giorno stesso, e poche ore prima della mia partenza da Torino, Matteucci l) mi aveva detto di avere inteso a raccontare questa cosa: ma ciò mi pareva cosi incredibile, che io uon vi ho prestato fede, ritenendola una delle tante voci* che taluni qualche volta si compiacciono di far
0 L'insigne forlivese, scienziato,' professore, sonatore e già ministro della Pubblica Istruzione nell'ultimo ministero Rattazzi. Fra le preziose Carte di Giovanni Lonza edite e illustrate dal co. DE Veccia ni VAL CISMON, voi II, n. 716, pp. 594-5, c'è una lettera confidenziale del Matteucci all'amico piemontese che basterebbe da sola ad attestare la nobiltà intima di queir illustre romagnolo.