Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
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1938
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Giovanni Prati e Urbano Radazzi
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correre. L'Amari, -1) era forse il solo, pel quale avrei fatta un'eccezione, sembrandomi un uomo onesto, ed incapace di basse vendette. Ma vedo che mi sono ingannato e che anch'egli è degno di stare in compagnia de* suoi colleghi. Non vorrei che ve la prendeste troppo a cuore. È una meschina malignità che ricade su chi la fece e non vi tocca; il giorno della giustizia viene per tutti, e spero che verrà presto anche per voi.2) Non occorre che io vi dica, caro Prati, che per parte mia tutto quello che sarà possibile di fare lo farò con tutto il cuore.
Lunedì mattina senza fallo sarò di ritorno ed a voce potremo meglio combinare ciò che sarà maggiormente opportuno. Intanto credo che avete fatto ottimamente a respingere le offerte inaccettabili che vi fecero: allora solo panni che potreste accettarle quando confessassero di avere malamente operato a vostro riguardo.
Gradite in un coi miei i saluti di mia moglie, e stringendovi affettuosamente la mano, credetemi coi più sinceri sensi
V. aff.mo amico Milano, 12 febbraio 1864. U. Rattazzi.
Sulla busta:
AirOnorevol.mo Sig.r Commenda Giovanni Prati
Cav. del merito Civile
già Consigliere del Consiglio Super, della pubblica istruzione
Torino.
y.
Firenze, 2 giugno 1865. Caro Prati,
Ricevo in questo momento la carissima vostra, che porta la data del 20 maggio, ma che mi avete trasmesso più. tardi. Non vi rispondo che poche linee per potere ancora valermi del corriere di quest'oggi. Potete essere tranquillo .che se avessi veduto il Re il mio primo pensiero sarebbe stato quello di parlargli per l'oggetto che v* interessa, e che a me sta grandemente a cuore: non avrei quindi ritardato un istante a scrivervi il risultato della mia preghiera. Ma è ormai un mese che io mi trovo qui, ed il Re non mi ha mai fatto dire una sola parola, perchè lo andassi a vedere. Se le circostanze politiche fossero diverse da quelle che si presentano in questi momenti, io non avrei esitato, malgrado la ripugnanza che provo nel prendere una simile iniziativa, a fargli domandare io stesso un udienza appunto per proporgli quanto mi parrebbe conveniente si faccia a vostro riguardo.
i) Altro illustre, siciliano, arabista e storico benemerito, professore e successore da pochi mesi del Matteucci nei Ministeri Farmi e poi in quello Minghetti. Qui si allude al fatto che l'Amari, nel rinnovare il corpo del Consiglio Superiore, aveva sostituito il Prati, come* troppo poeta con l'aggravante di rattazziano. (Proprio in quei giorni il bollente Carducci aveva schernito il Rattazzi come il Mecenate del Prati).
Sintomatico, il particolare che nel 1862 il Rattazzi aveva offerto all'Amari il portafoglio della Pubblico Istruzione e che, avendolo egli ri fai tato, esso fu offerto al Matteucci (G. B. SIRACUSA, M. Amari, innanzi al I voi. pel Centenario della nascita di M. Amari, Palermo, 1910, p. XXVI).
2) Il Rattazzi fu buon profeta, giacché pochi mesi dopo il suo amico poeta fu reintegrato nel suo ufficio di membro del Consiglio Superiore delle P. L, come appare anche dalla soprascritta della lettera seguente. ,