Rassegna storica del Risorgimento

PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
anno <1938>   pagina <110>
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Vittorio Clan
Ma ora, che sono vertenti queste negoziazioni con Roma, BC io mostrassi il desiderio di parlare col Re, si potrebbe interpretare questo passo come un pretesto per ingerirmi in un aliare, da cui si è stimato più opportuno tenermi assolutamente lontano.
Voi comprenderete, che un sentimento di dignità e delicatezza m' impedisce di fare una cosa cui si potrebbe dare una simile interpretazione.
Voglio peraltro sperare, che il Re non ripartirà per Torino senza prima vedermi. Intanto non lasciatevi, mio caro, prendere né dalla malinconia, né dallo sconforto Niuno più di me è convinto dell'ingiustizia e dell'ingratitudine degli uomini a vostro riguardo: ma non per questo conviene perdersi d'animo: è appunto in queste circo­stanze, che gli uomini d'ingegno più grande, come è il vostro, spiegano maggiore forza e sanno più fortemente resistere. Mi riservo di scrivervi più a lungo un'altra volta. Sinora fui quasi sempre disturbato per l'alloggio il quale non è per anco termi­nato, ma trovasi ormai in buon punto. Mia moglie m'incarica di salutarvi. Vi prego dei miei ossequi alla degnissima vostra Signora. Massani *) è da qualche giorno a Livorno: salutate tutti gli amici ed in fretta ma di cuore credetemi coi più sinceri sensi.
V. alf.mo amico
U. Rattazzi. Sulla busta:
Onorev.1"0 Sig.e Commend.* Giovanni Prati Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione Via La Grange n. 20 Torino
VI. Caro Prati,
Ho voluto aspettare sino a quest'oggi a scrivervi, perchè ho sempre conservata la speranza che il noto personaggio 2) prima di partire da questa Città mi avrebbe fatto esprimere il desiderio di vedermi, parendomi invero difficile che volesse andar­sene senza nemmeno dirmi una parola: ma ogni speranza è svanita, perché deve essere partito da quanto mi si dice questa notte; e non mi fece dir nulla. Io non so se debbo attribuire questo contegno a dimenticanza o ad un sentimento di politica prudenza: non mi do nemmeno pensiero di riconoscerlo, anzi, a dir vero, per conto mio, amo meglio così: ma v'accerto che me ne dolse, e me ne duole assai, perchè mi è pel momento mancata l'occasione di potergli tenere discorso della cosa che v' inte­ressa, e che a me perciò sta grandemente a cuore. Per qualche tempo dunque con­verrà per forza lasciare quest'argomento in sospeso, perché io passerò il mese ven­turo a Livorno e difficilmente tornerò a Firenze prima di settembre: l'altro3) por i gnoro per quanto tempo intende di rimanersene lontano dalla nuova Capitale.
Abbiate, mio caro, pazienza, e credete che me ne spiace certamente quanto può a voi spiacerne.
]) Così il Rattazzi ha scritto. Sospetto un lapsus calami, invece di Massari (Giu­seppe)* '' nt scrittore ed uomo politico, .allora deputato e ohe, durante il precedente Gabinetto Rattazzi, era stato uno dei segretari della Camera.
2) Evidentemente* il Re, ,:
*) Evidente aUtudono al Re.