Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
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1938
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Giovanni Prati e Urbano Radazzi
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Non vi parlo dì politica, perchè ne saprete costi quanto io posso saperne. Si è veramente in questi ultimi giorni trattato del ritiro di Lanza, ed è dì fatto, ch'egli diede le sue annessioni, perchè gli pareva che si dovessero offrire al Papa più larghe concessioni per ottenere ima conciliazione. Ma ritengo che egli continuerà, malgrado questo, a conservare il portafoglio: nelle condizioni attuali una modificazione è pericolosa, una mutazione totale del Ministero è pressoché impossibile. Si sono talmente guastate le cose; si vive in una sì grande incertezza, che ci vorrebbe un gran coraggio ad entrare in un Ministero principalmente alla vigilia delle elezioni generali. Sarà solo dopo il risultato di queste, che potrà formarsi una amministrazione che possa avere un po' di vita. Spero che il Lanza non si dimenticherà di voi, trattandosi di nominare nuovi P.fadriJ Coscritti: ma è un buon uomo, che sotto l'apparenza di una volontà di ferro, qualche volta è molto debole.
Vi ringrazio, caro Prati, della vostra lettera, e di tutte le notizie che mi date dei
nostri amici: mi avete fatto un pò (sic) ridere sul conto loro senza che per questo venga
meno per loro la mia stima ed il mio affetto. Scrivetemi soventi, che mi farete sempre
cosa gratissima. Mia moglie m'incarica de' suoi saluti per voi e per l'ottima vostra
signora, alla quale vi prego di fare i miei complimenti. Vi stringo affettuosamente la
mano e di cuore credetemi
V. aff.mo amico
Firenze, 26 giugno 1865. U. Rattazzi.
Sulla busta:
Onorevoliss.mp Sig.r Commend.0 Giovanni Prati Consigliere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione Torino
vn.
Caro Prati,
Yi scrivo quest'oggi con maggiore soddisfazione delle altre volte. La nota persona 1) non partì Domenica scorsa a notte, come mi si era supposto, ma è partita soltanto ieri sera, e prima di partire mi fece chiamare. Ebbi con lei una lunga conferenza, che sarebbe noioso riferirvi, ma dalla quale mi parve ch'essa conserva (sic) ognora per me lo stesso affetto. Dubitai un istante che potesse essere il momento opportuno d'entrare nel discorso, che si riferiva a voi, perchè mi parlò in termini alquanto risentiti contro il buon B. 2) il quale mi sembra sia ritornato ai primi anni di giovinezza, e che a dirvelo in confidenza fra le altre cose scrisse alla stessa persona una lettera che in verità non lessi, ma che Ella mi assicurò essere concepita in termini più che singolari. Comunque non mi lasciai sgomentare, e colsi anzi occasione da questo argomento per parlargli del vostro. È inutile che vi riferisca le varie cose che dissi: vi accennerò solo che ho trovato il di lui animo dispostissimo, ed assai facile a fare ciò che vi tornasse grato.: quindi non incontrai grande fatica per persuaderlo. Mi domandò cosa mi paresse conveniente di fare. Risposi che ti meglio sarebbe conferire un officio o di storico o di Poeta della sua Casa, o qualche altra qualità consimile assegnandovi
1) La solita allusione riguardosa a Vittorio Emanuele II.
2) Certamente Bettino Ricasoli, l'avversario del Rattazzi ed il bersaglio preferito degli epigrammi pratiani.