Rassegna storica del Risorgimento
PRATI GIOVANNI ; RATTAZZI URBANO
anno
<
1938
>
pagina
<
113
>
Giovanni Prati e Urbano Rattazzi
113
Non ho mai avuto alcuna notizia né del nostro Mele.gari, *) né dell'ottimo Berti.2) Ritengo che il primo non tarderà a recarsi molto a Firenze- perchè verso il finire del mese il Consiglio di Stato deve essere colà stabilito: quanto all'altro so. che gode tranquillamente gli ozii delle vacanze parlamentari sulle sponde del Lago maggiore. Se li vedete salatateli per parte mia.
Vi prego pure di presentare i miei complimenti e quelli di mia moglie alla vostra
signora, e dì cuore coi più sinceri sensi credetemi
V; aff.mo TJ. Battezzi.
IX. Amico Carissimo, Livorno, 13 Luglio 1865
Non ho prima d'ora risposto alla penultima cara vostra perchè nella scorsa settimana ho passati alcuni giorni a Firenze. Avete fatto benissimo rivolgendovi al Conte Castiglione 3) per ringraziare il Re. Ora credo che non convenga far altro: mi premeva solo far prendere atto anche per parte vostra della promessa, affinchè non se ne dimenticasse: ritengo che tostochè potrò vedere il Conte Nigra la cosa sarà intesa, senza veruna difficoltà.
Avete perfettamente ragione quando supponeste che io vi vedrei più volentieri nella Camera, anziché nel Senato, panni invero che come Deputato potrete rendere più utili servigi al Paese.-) D'altra parte non vi posso nascondere che non ho gran fede sulla deliberazione futura del Lonza.s) E possibile che il di lui animo sia disposto a nominarvi, ma è sempre cosi incerto, se ne lascia talmente imporre dalla consorteria, che la sua volontà è bene spesso inefficace. Perciò se vi ha un Collegio, nel quale la vostra candidatura abbia probabilità di riuscire, converrà fare ogni sforzo per non lasciarla sfuggire. Io non ho mancato qui di tastare il terreno: ma sin ora non mi è stato possibile di trovare un Collegio in cui vi possa essere una fondata speranza.
La difficoltà più grave si è che da per tutto si vogliono Toscani: è però vero che tutti dichiarano di volere Italia una. Non sono mai stato grandemente informato da molto tempo del vero stato delle nostre condizioni politico-ministeriali: ma dacché mi trovo a Torino [sic, per Livorno} ne sono sempre più al buio. Leggo nei giornali che si parla sempre di dissensi fra i Ministri, ma non so qua! fondamento abbiano queste voci. Quello però che mi sembra ben chiaro si è che in simil modo, e se non si piglia
*) Il noto senatore, Luigi Amedeo.
2) Domenico, notissimo scrittore, insegnante e deputato, nonché primo Segretario di S. M. pel Gran Magistero dell'Ordine Mauriziano e Cancelliere dell'Ordine della Corona d'Italia, fu poco dopo ministro.,- nel!66, si mostrò assai benevolo al Prati, come appare anche da una lettera la me pubblicata nel citato articolo della Nuova Antologia.
3) Gentil nomo di Corte, marito della famosa Contessa, ed al quale il destino doveva troncare la vita, pochi mesi dopo, per una caduta da cavallo.
*) Già in addietro il Prati aveva manifestato questa sua velleità al Ferini ministro, al quale confidava il desiderio d'avere la consolazione di partecipare al trionfo delle cose d* Italia nel Parlamento nazionale . QucBto desiderio parve dovesse essere soddisfatto nel '62, allorquando nel collegio di Penne (Teramo) la sua candidatura riuscì, in sostituzione del deputato Sacchi; sennonché l'elezione fu annullata perchè avvenuta durante lo stato d'assedio.
5) A. apiegare Tumore che lo scrivente rivela sul conto del Lenza e, viceversa, in ricambio, quello del Lenza su lui, basterà scorrere Lo carte dì Giovanni Lonza, già cìt., voi. II (1858-64), Torino, 1936: ad es., le Reminiscenze a pp. 277 segg. e alcune delle lettere che seguono, come quella a p. 291, e altri ricordi, come quelli a pp. 308 segg.