Rassegna storica del Risorgimento

FRIULI ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; CERNAZAI DANIELE
anno <1938>   pagina <120>
immagine non disponibile

120
Antonio Faleschini
Da questo fatto li a inizio una cordiale corrispondenza fra il patriota friulano e il grande politico piemontese. Dirò poi quali impressioni e quoti aspre polemiche susci­tasse il testamento di Daniele Cernazai.
Il 23 giugno 1858, pochi giorni dopo la morte del testatore, l'Andervolti scriveva al Cavour che era stato nominato erede universale della sostanza del Cernazai. Alla lettera l'Andervolti univa copia del testamento, dicendo, tra le altre cose: Questo fatto Volga anche in qualche modo a provarvi quanto il vostro nome sia fra noi in benedizione, e dai buoni e generosi italiani, ovunque posti, si desideri e si tenti coadiuvarvi in quelle vostre sante e magnanime imprese che tendono a far VItalia indipendente ed una.
Credo necessario, anche a meglio chiarire ciò che dirò in appresso, riferire questa interessante dichiarazione che si legge nella lettera:
Se io abbia qualche merito nell'avere determinato a ciò questo raro e generoso amico, credo più, conveniente lasciare che altri e nuovi fatti ve lo provino anziché le mie parole: vi dirò soltanto che nella compiacenza di essere riuscito troverei già tutto il compenso* che potessi e dovessi desiderare, se non ambissi un segno del vostro gradimento.
L'Andervolti nel resto della lettera informa il Conte che il testamento del Cerna-zai non è che una traccia, completa s'intende, per quanto riguarda le ultime volontà dell'estinto, ma che dovevasi poi stèndere per opera del notaio.
Invece sopravvenne la morte improvvisa e fu vera provvidenza che il Cernazai avesse pensato a mettere in carta, pochi giorni prima, quand'era sano e vegeto, la volontà di lasciare ogni suo bene al Ministro Piemontese.
Il testamento, a giudizio dei legali, venne ritenuto buono: quindi non avrebbe dato luogo a contestazioni di sorta. L'Andervolti terminava la sua lettera con queste parole: Se le mie prestazioni vi potessero tornar gradite e vantaggiose come desidero e spero, non avete che ad onorarmi de' vostri comandi, assicurandovi che non sarà per mancare dell'affetto e fedeltà che deve a Voi, sig. Ministro Leonardo Andervolti, maggiore d'artiglieria e Comandante del Forte d'Osoppo nel 1848,
L'Andervolti che fu la più bella figura dell'assedio di Osoppo. riteneva, e ne aveva ben ragione, suo maggior titolo d'onore firmarsi così.
In una successiva lettera, datata dal 25 giugno, l'Andervolti trasmetteva a Cavour copia ufficiale del testamento Cernazai e inoltre dava allo stesso altre notizie interes­santi sulla sostanza lasciata, che non veniva valutata più a un milione, ma a 600 mila lire. Annunciava che forse un fratello del defunto intendeva impugnare il testamento.
I giornali asserviti all'Austria dimostrarono subito il loro malanimo, e cercarono d'insinuare nell'opinione pubblica che Daniele Cernazai avesse disposto in tal modo dei suoi beni per vendetta a danno dei fratelli! I giornali austriacanti ne dissero, come vedremo, ancor di altre, allo scopo di svalutare evidentemente il patriottico gesto del
testatore.
*: * "
Frattanto Cavour in data 30 giugno 1858 rispondeva con la seguente al maggiore Andervolti a Spilimbergo:
/- / ringrazio della due lettere che mi avete scritto il 23 ed il 25 dell'andante per annunciarmi le generose e patriottiche ultime disposizioni dell'egregio vostro concittadino* il defunto Daniele Cernazai. Vi ringrazio pure della gentile profferta dell'opera vostra, cui all'uopo mi varrò con animo riconoscente.
Potete esser certo che io farò quanto sta in me per corrispondere alle nobili intenzioni del vostro amico, e farò sì che le sue sostanze sieno impiegate al beneficio della pubblica