Rassegna storica del Risorgimento
FRIULI ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ; CERNAZAI DANIELE
anno
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1938
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121
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Lascito di un Friuli ano a Cavour, ecc. 121
istruzione di quella patria che Esso cotanto amava in vita e volle beneficare morendo-Vostro Dev.mo C. Cavour,
La lettera era stata spedita da Torino e la busta era stata suggellata con un piccolo timbro di ceralacca, su cui si vede ancora impresso lo stemma nobiliare della famiglia Cavour.
C'era il dubbio che l'Austria, in tempi di tanto fervore e di tanta agitazione patriottica in Italia, sollevasse ostacoli per il trapasso di questa cospicua eredità ad un Ministro di uno Stato estero, e per di più nemico; e che sorta di nemico! La stampa, asservita alla causa austriaca, commentò subito, e nel modo peggiore, il gesto di Daniele Cernazai. Il giornale La Bilancia disapprovò e stigmatizzò il testamento. Nella vivace e veramente interessante polemica partecipano alcuni giornali, quali, oltre La Bilancia, diretta, pare, da due rinnegati italiani, L'Opinione ei giornali piemontesi: La Rivista Euganea, L'Età presente, La Gazzetta del Popolo.
I giornali del tempo se ne occuparono perchè la cosa era interessantissima dal punto di vista politico. Era un manifesto tratto di simpatia e di generosa adesione al Regno di Piemonte, e al Ministro Cavour, che ormai veniva riguardato come l'anima del grande movimento dell'italica indipendenza.
Spigoliamo i giornali.
Nel Cittadino d'Asti si legge:
I fratelli del generoso udinese Cernazai vollero accrescere pregio al legato del defunto scrivendo al-Conte di Cavour una lettera di squisiti sensi (e ciò è vero), e mentre common' tono altamente il pensiero del testatore, esprimono tutta la simpatia a questo nostro Pier monte, che Daniele Cernazai diceva nucleo della misera Italia . L'Austria poi volendo colla sua opposizione rendere più significativo l'otto dell'udinese, si affrettò a dichiarare non esservi difficoltà alla sua esecuzione. E difatti, credo che quanto prima, appena compiute le formalità necessarie, saranno dati i provvedimenti relativi. Ve motivo di ritenere che una parte di quél legato sarà applicato al collegio militare di codesta nostra città insti-tuendovi posti gratuiti per i giovani del LombardoVeneto.
Un- altro giornale H Tempo scrive:
L'idea del Conte di Cavour è questa. Convertire la rendita in tanti posti gratuiti nell'Accademia militare e nel Collegio di Marina a favore degli Italiani non piemontesi che si destinassero alle due carriere dalle quali l'Italia ha da sperare salute.
Le pratiche per il trapasso di questa eredità furono lunghe, e la valutazione e l'accertamento del patrimonio lasciato dal Cernazai subirono varie vicende, che si possono conoscere dalla lettura di documenti manoscritti, preziosi sotto diversi aspetti.
Purtroppo il povero Cernazai, il quale era celibe, aveva fatto prestiti senza le debite garanzie. La morte improvvisa e inaspettata non aveva permesso che il defunto potesse regolare gli affari e ritirare e garantire l'esatta restituzione delle somme prestate.
Ma prestiamo un po' di attenzione alla polemica scoppiata fra il giornale austriacante La Bilancia e il letterato e poeta Tcobaldo Ciconi di San Daniele, una delle glorie friulane del secolo passato.
Fare che redattore della Bilancia di Milano fosse l'ing. A. Sanazzi. Il giornale attacca il defunto Cernazai e anche il Conte di Cavour, che definisce il doppio Ministro di S. M. il He di Sardegna . Il foglio cerca tutti i pretesti per ridurre al minimo il valore morale e patriottico del testatore affermando perfino che la morte improvvisa del Cernazai fosse quasi una punizione divina. Si legge infatti in quel giornale che porta la data del 10 luglio 1858: