Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <127>
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Libri e periodici 127
come ogni altro stato indipendente; e aggiungo che Podio contro i Napoletani ai ealma a misura che s'acuisce quello contro il caduto re. Saprà il Sig. Barone che ai è preso il lutto por le stragi di Napoli del 15. Si è celebrato un servizio funebre alla Marina oggi Foro Itali co cidevant Borbonico, presentì la guardia nazionale, le camere e il potere esecutivo; e quel che più monta si e mandato un grosso di gente che a quest'ora è passata o è pronta a passare in Calabria per aiutare la sollevazione che è gagliarda in quelle province contro il tiranno di Napoli. Tale è il nostro spirito pubblico. Le dico a questo proposito che è suonata male l'inazione della fiotta francese spettatrice a Napoli della brutale carneficina del 15 Maggio, e che si è appreso anche con maggior dispiacere che i sollevati Ricciardi e altri rifugiati su la flotta furono imbarcati per Malta senza prometterò loro il passaggio in Sicilia. Così la repubblica francese scen­derebbe nell'opinione pubblica di qui allo stesso livello in cui è il governo inglese.
o Tornando alla nostra condotta politica le dico che noi guardiamo con occhio vigilante gli eventi dell'Italia Settentrionale e i progressi della rivoluzione nel regno di Napoli. H partito di mantenersi Italiani, indipendenti e liberi senza i Borboni, è preso, è immutabile; siam pronti a prendere secondo le circostanze l'altro su le due quistioni repubblica o no? e nel secondo caso qua! principe italiano sarà? Aspet­tiamo con gran desiderio gli ulteriori avvisi del Sig. Barone. Io La prego in particolare di scrivere al Min. degli Affari Esteri ancorché a lui non dispiaccia la corrispon­denza tenuta per mezzo mio; ma credo più costituzionale e pia dignitoso lo scrivere direttamente e in forma pubblica. Indirizzi le lettere al sig. Raffaele Robattino Ammi­nistratore di vapori sardi in Genova, per cui mezzo avremo la corrispondenza tre volte al mese essendosi fatta a questo effetto una convenzione tra la Compagnia Sarda, il cui vapore il Lombardo ha fatto già il primo viaggio e ritornando oggi a Napoli, prenderà le presenti lettere. Di Malato non ho avuto risposta da Trapani E io che risposta posso fare alla domanda che il Sig. Barone avrebbe dovuto farmi e non ha fatto? Nessuna perchè per ora La mia posizione mi vieta di parlare prò domo mea: talché non ho soldo non ho nulla e solamente assisto alla tavola di mio cognato. Ma il ministero per fortuna non è supplizio eterno, e levatomelo d'addosso potrò lavorare per vivere e pagare i debiti. Per ora tra catasti., macino, impieghi etc... piango sempre i miei carissimi arabosiciliani.
Le acchiudo una lettera di Mme di Beauchène che sta bene ancorché la vita di Palermo in rivoluzione non le accomodi troppo. È tuttavia alla Trinacria ma spero trovarle un alloggio non dispendioso.
Pepe Spcdalotto simpatico nostro Ministro, di guerra m'incarica di salutarla. Gli altri colleghi sono Scordio ch'Ella conosce, Cerda Ministro dell'Interno uomo di moltissimo vaglia, e De Luca avvocato egregio di Messina alla Giustizia. Stiain benis­simo d'accordo tra noi e col Presidente.
Saluto Montallegri. e sono e sarà sempre suo affino
M. Amari.
Sulla prima facciata:
Stabile le manda parecchi giornali. Noti le spese di posta. I vapori sardi parti­ranno da Genova e Livorno etc... fino a Palermo il 1. 10, 20 del mese.
Questa importantissima lettera avrebbe ottimamente adunque completato la raccolta del La Pegna. Il cui volume, non ostante qualche deficienza nella parte biblio­grafica (perchè non ricordare sul Torrearsa il noto saggio di F. De Stefano, / Fardello di Torre-Arsa* edito dal nostro Istituto ?), va del resto raccomandato all'attenzione degli studiosi delle cose nostro e delle nostre glorie. Sarebbe poi anche assai utile, se potessero essere trovate le analoghe risposto del Friddani; esse o andarono però perdute, o forse si trovano tra le carte dell'Amari, donate qualche tempo fa dalle eredi dell'Amari alla Biblioteca Nazionale di Palermo, e delle quali ci si assicura che presto saranno messe a disposizione degli studiosi,
EUGENIO DI CABLO