Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <128>
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128 Libri e periodici
BICE RIZZI, Pagine del Risorgimento. Quaderno di Trentino; Trento, Tip. Mutilati e Invalidi, 1937ip. 83.
L'autrice ha voluto riunire nel diciannovesimo annuale della Vittoria, in omaggio ai Caduti sulla via di Trento e in memoria del padre perseguitato dall'Austria e morto invocando il tricolore, alcuni brevi scritti della nostra storia recente, già apparsi nelle ultime annate di Trentino, la simpatica rivista fondata dalla Legione Trentina.
Per quanto apparentemente diversi, un ideale unico li ispira tutti,.cioè quello di far sempre maggiormente conoscere l'inesausto patriottismo trentino nei suoi vart aspetti ed atteggiamenti durante i lunghi anni del duro servaggio quando era delitto pensare ed agire italianamente. Cosi, accanto ad un articolo che fa co noscere alcune magnifiche stampe dell'artista Bagetti disegnatore al seguito delle armate francesi che illustrano alcuni fatti d'arme nel Trentino durante la campagna del 1797, altri tre riguardano la figura del Mondo Eroe dei due mondi ed i volontari trentini che hanno combattuto con lui da Roma al Volturno, l'eccidio di Salerno durante la campagna dei Corpi Franchi del 1848, i Trentini che collaborarono al Crepuscolo attraverso la corrispondenza di Giovanni a' Prato, col suo direttore E. Penea.
La Rizzi dedica alcuni altri articoli a varie figure femminili del suo paese; cioè alla poetessa Elisa Scari Panìzza, la cui musa è sempre altamente e virilmente patriot­tica, a Maria Danieli Pederzolli la fiera insegnante perseguitata e condannata a lunga prigionia indomito lo spirito e il cuore; Luigina Iacob in fine, tipica rappresentante di questa fede silenziosa ed operosa che distinse le donne roveretane.
Altri patrioti vengono dalla Rizzi ricordati quali l'adamantina figura di Guglielmo E anzi a cui l'Italia deve il monumento a Dante a Trento, don Giovanni Cosseri il prete patriota tutto fervore e carità, il vecchio cospiratore Ergisto Bezzi le cui lettere al mar* tire di Trento durante il '15 (dall'autrice in parte pubblicate) sono tutte pervase del­l'antico fuoco garibaldino, il trentino colonnello d'artiglieria Giovanni Rigoni, soldato colto e valoroso, ecc.
Tutto il quaderno è riccamente illustrato da fotografie, cimeli rari, facsimile di lettere che ne accrescono il pregio.
PIERO PEDROXTI
ANBBEA BUSETTO, Oberdan; Milano, Ed. Il Mare Nostro , 1936-XIV, pp. 77. L. 5.
Nella conferenza tenuta a Milano, pel cinquantenario del martirio di Oberdan, il Busetto ricostruisce la breve e appassionata vita del patriota triestino, dalla triste infanzia alla fremente giovinezza, offerta in volontario olocausto all'ideale della patria. Sullo sfondo grigio degli anni che seguirono il nostro primo riscatto, emerge in tutta la sua grandezza eroica la figura del solitario inascoltato, che, esule dalla città natale, disertore dell'esercito austriaco, spiega fieramente la sua bandiera d'ardore e di sacri­ficio, fra l'indifferenza sorda degli uni, la pavida prudenza degli altri. E di fronte a quest'Italia, che pareva votata all'oblio e all'adattamento, continuano le ansie e i fremiti degl'irredenti, deploranti ancora le sciagure del 1866. In mezzo a tanto ardore di pas­sione sì era formato lo spirito di Guglielmo Oberdan, su cui influì non poco la lettura dei nostri Grandi, fra i quali prediletti il Mazzini, il Guerrazzi, il Leopardi. Quando U Busetto infatti riporta il detto del giovane irredento* <til sacrificio non è mai vano n (p. 36) non possiamo non pensare allo parole dell'apostolo Genovese, scritte in morte dei fratelli Bandiera: il martirio non è sterile mai ; e la frase di Oberdan se nessuno mi seguirà, andrò anche solo, sì anche solo ricorda i versi del poeta di Recanati ... io solo
Combatterò, procomberò sol io...
Nell'infausto periodo della politica triplicista, Guglielmo Oberdan secondo il programma del Mazzini sentì la necessità di un esempio che valesse a scuotere gli