Rassegna storica del Risorgimento
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1938
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129
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Libri e periodici 129
animi dal loro torpore, e offri se stesso alla morte, come una sfida, chiedendo la vendetta ai fratelli d'Italia.
Per quanto contenuta nei limiti di una conferenza, la rievocazione del Busetto è completa ed esatta, ed anche per il calore di sentimento che la pervade, è bene che rimanga accanto ad altre esaltazioni del martire.
Alla conferenza l'A. fa seguire una breve appendice storica.
EVELINA UlNAEDI
ANDREA BUSETTO, Sauro Il marinaio di Capodistria; Milano, Ediz.: lì Mare Nostro, 1936-XIV, pp. 55. L. 5.
E un'altra conferenza tenuta dallo stesso autore in varie città: a Zara e a Capo distria, a Fiume e a Trieste, a Milano e a Treviso. Parole come egli stesso dice di esaltazione e di gloria, che commossero profondamente di riconoscente amore gli Italiani non immemori. Lo stesso sentimento di commozione profonda si prova leggendo l'opuscolo, pubblicato in veste elegante nell'edizione Il Mare Nostro . Come nella conferenza sul martire Triestino dell'82, il Busetto ripercorre brevemente la vita del modesto marinaio di Capodistria, preso, fin dalla fanciullezza forte e spensierata, da una passione divorante: il mare! Passione che lo fece trascurare e poi troncare del tutto, alla seconda ginnasiale, gli studi iniziati, per dedicarsi alla nuova carriera prescelta. Cosi che, dopo molti viaggi, specialmente in Dalmazia, lungo quelle rive ancora in schiavitù., dopo coraggiose prove di perizia e di audacia, a ventiquattro anni, divenne capitano di grande cabotaggio. L'A. dedica il 3 capitolo Nobilissima terra Istriana alla rievocazione del tormento eroico di Capodistria, dal 1859 all'epoca in cui il Sauro aspirò dalla sua città e dalla sua gente l'ardente amore all'Italia e alla libertà: libertà per quelle terre ancora oppresse e disgiunte dalla gran madre. Ma ecco la guerra europea e la riscossa, e l'audacia di Nazario Sauro, che, offertosi soldato d'Italia, affronto oltre sessanta difficili imprese, in quattordici mesi di guerra: nobile audacia troncata dal tradimento. Quindi la cattura, il riconoscimento dovuto all'infamia di quattro delatori, di fronte alla quale s'irradia di una luce sublime il silenzio eroico della madre del martire. La narrazione del confronto drammatico col figlio costituisce uno dei passi, più commoventi della conferenza, che si chiude con un voto augurale per tutta la Dalmazia, vigilata dai grandi spiriti dei suoi eroi.
E VELINA RINALDI
ETTORE COZZANI, Come visse e come morì Vittorio hocchi; Milano, L'Eroica , 1937, pp. 214. L. 7.
Se muoio, dammi tu un po' di gloria così Vittorio Locchi ad Ettore Cozzarti, nella sua lettera d'addio, prima del fatale imbarco sul Minas . E il Cozzani ascoltò la voce dell'amico, la voce che veniva dal di là della vita, voce soave, ma irriducibile . e si accinse, fra ansie e sacrifici, a quello ch'egli considerava l'adempimento d'un sacro dovere. In tei modo comparve La Sagra di Santa Gorizia, il canto del cigno del poeta di Figline, travolto nei gorghi profondi del mare. Dopo La Sagra, La Sveglia, g Testamento, i Sonetti della Malinconia e le altre produzioni letterarie del Locchi, ohe costituiscono una serie di sette volumetti dei Gioielli de l'Eroica .
Pagine commosse precedono la pubblicazione della Sagra e di altri scritti: pagine in cui il Cozzani delinea con pochi tratti la figura del Locchi e mette in rilievo l'onda musicale e il Benso profondo dei suoi versi. Ma quella figura trattata di scorcio in brevi rievocazioni calde d'affetto, appare In tutta la sua interezza nell'ultimo lavoro che il Cozzani dedica al poeta, con lo stesso sentimento di amicizia fraterna. Egli rivive, quasi, la vita vissuta dal Locchi, penetra nella sua anima di sognatore, riuscendo a coglierne i moli più riposti, a rivelarla in tutti i suoi atteggiamenti. Anima appassionata