Rassegna storica del Risorgimento
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1938
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pagina
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130
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130 Libri e periodici
e profonda, sbocciata sotto l'influsso della terra natale e dell'ambiente di famiglia, di cui presto il Lacchi intuì la terribile tragedia, che, ancor prima di nascere, l'aveva reso orfano del padre. Fanciullo esuberante, non facile a piegarsi allo studio, condusse un'adolescenza aspra e salda di monello ribelle, finché un giorno si destò: volle riguadagnare il tempo perduto, studiò con furore, e, ottenuta la licenza tecnica, si iscrisse all'Istituto, seguendo il corso di Ragioneria. Intanto sentiva forte il fremito, che a stento conteneva nell'animo: la vocazione ardente per la poesia, che lo porterò di lì a poco a fondare la caratteristica a Brigata del Giacchio , rievocante la quattrocentesca del Mantellaccio che Sem Bebclli portò sulle scene. Ed un sapore quattrocentesco hanno infatti le pagine del Cozzaci in cui si parla di quei raduni, che si svolgevano fra quattro mura, intorno a un tavolo carico di cartelle e di bozze, troneggiante d'un grosso fiasco; oppure, di notte, lungo il Rcsco, allorché il Poeta leggeva i suoi versi al lume della luna, o, se la luna non c'era, a furia di cerini accesi fra la pagina e la sua faccia. Ma accanto al fuoco per la poesia, ardeva nell'animo del Locchi la sacra fiamma d'amor patrio, che, dalle dimostrazioni studentesche irredentiste a Firenze, quando lanciava sassi contro i vetri del consolato austrìaco, lo spinse alla fervida propaganda interventista nel 1915, quindi alla partecipazione diretta alla guerra, infine, nella sua ansia di spazio e di moto , alla volontaria partenza per il fronte orientale, al di là del mare: una partenza alla morte, a quella morte già da lungo presentita nell'animo. Il Cozzani lo segue in tutte queste fasi, e riportando spesso brani delle sue lettere, lo fa parlare quel suo linguaggio appassionato, espressione fedele del tumulto interno. Le pagine che trattano delle ansiose ricerche del poeta, dopo l'affondamento del Minas , sono dense di una commozione che arriva allo spasimo: l'ansia della povera madre martoriata, la persistente speranza della mite sorèlla, il lavorìo affannoso degli amici sempre più. incalzante quanto più. cresce l'angoscia, fino all'abbandono di tutto, nella certezza dolorosa. Vittorio Locchi era perduto si esprime il Cozzani ma la Sagra di Santa Gorizia, di cui aveva portato con sé l'originale, s'era salvata nella copia ormai abbandonata alle mie povere T"fuii . La Sagra, che il Cozzani giudica un capolavoro una di quelle felici fusioni di intuizioni di commozione e d'espressione verbale e musicale in cui una potente realtà si trasforma in poesia senza deformarsi, anzi accentuando in una sintesi vigorosa i caratteri della realtà . E dopo la Sagra, H Cozzani passa in rassegna, nelle ultime pagine del libro, tutta la produzione poetica del Locchi, ripetendo e sintetizzando quanto già aveva scritto nelle prefazioni ai lavori di questo poeta forte e personale, che aggiunse morendo al suo canto il suo sacrificio, così che poesia ed eroismo han fatto di lui una delle figure più pure e alte, più. luminose d'esempio, più feconde di nobiltà spirituale dell'Italia moderna .
E VELI N A RINALDI
LUIGI BJEGAZZOLA, Battaglione Monte Serico (battaglione L'Aquila). Collana editoriale del 10 Alpini. Gli Alpini di fronte al nemico; Brescia, Tipolitografia F.lli Geroldi, 1937-XV, con otto schizzi topografici, pp. 152. L. 5.
Il capitano della riserva comm. Regazzola, antico aiutante maggiore del battaglione Alpini Monte Bcrico, battaglione nato con la guerra e sciolto con la pace, poi rinato or son due amii eoi nome di Aquila, ha voluto in questo pagine rifarne e riviverne la breve, ma gloriosa storia di guerra. Ed è stato ottimo intendimento,'tanto più che la magnifica rievocazione di Pirro Marconi ò oggi praticamente introvabile. Qnesto volume vide la luce nell'occasione del consueto raduno degli alpini, appartenenti a quel glorioso reparto, nella terza domenica di settembre attorno al loro antico comandante, l'ora generale di divisione V. E. Rossi, avvenuto anche quest'anno a Reeoaro dove è nato quel battaglione che doveva poi dare cosi fulgide prove della sua fiera condotta in guerra e delia mirabile dedizione olla causa della patria, da meritarsi l'ambito premio della medaglia d'argento.