Rassegna storica del Risorgimento

anno <1938>   pagina <142>
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142 Vita dell'Istituto
Borodino e di .Tarala vetz. Sonvi inoltre varie stampe colorate con rassegne delle Milìzie Italiane della Cisalpina, poi Regno d'Italia, ed interessante pure un quadro genealo­gicostorico della Famiglia Bonapurte, un'acquaforte tratta dal famoso quadro Ragioni di Stato, un vivo ritratto del Re di Roma ed il diploma colla medaglia di S. Elena.
Passaggio alla Sala 3": Un gruppo di avvisi murali di sentenze e notificazioni di condanne dal 1820 al 1853 rammenta questo perìodo di fermento e di lotte. Ne citiamo qualcuna Notificazione contro i Carbonari, sentenza di Silvio Pellico e Maroncelli, di Andrea di Belfiore. Né solo sentenze di morte e carcere duro, ma qualcuna pia benigna di colpi di bastone come quelle per Negroni Angelo, Bossi Carlo, ecc. Ma ciò che qui più attrae l'attenzione del visitatore sono i ricordi personali del conte Federico Confalo-nieri. Sotto l'avviso della sua condanna trovatisi un ricco servizio da toilette di viaggio dono di un suo zio come dice la dedica incisa, e lo scialle che il Martire adoperò nel ritomo dallo Spielberg.
Sala 3*: Questa sala è dedicata al movimento rivoluzionario del 1848 ed ai torbidi anni seguenti di spietata repressione, specialmente per quanto si riferisce a Como, non senza qualche ricordo della vicina Milano. Bandiere cannoni, armi da fuoco e da taglio, ritratti di personalità oppressori e martiri, nonché mille svariati oggetti rievocano nel­l'osservatore quél periodo glorioso del nostro Risorgimento. E mentre nelle alte vetrine i tricolori che per i primi sventolarono cogli insorti a Como, e colla Colonna Arcioni fanno compagnia alla bandiera austriaca del Reggimento Probaska, conquistata dai comaschi nel marzo 1848, nella vetrina centrale vediamo armi e indumenti di insorti ed oppressori protetti dall'alto dalla bonaria maschera del Pontefice Pio IX tanto popo­lare in quel periodo.
Sulla parete di fronte rimarchevole un ritratto ad olio di Luciano Manara sul letto di morte opera del commilitone pittore Mudorati e sotto i ritratti dei componenti il Governo provvisorio di Como nel 1848. Più a sinistra ritratti e ricordi del martire coma­sco Luigi Dottesio e della fedele amica Giuseppina Perlasca Bonizzoni. Una gentile scultura di Agliati, La preghiera, copia ridotta di monumento funebre è dedicata ai martiri del 1848. Dall'altro Iato la sentenza di Antonio Scicsa e la riproduzione a stampa del famoso quadro di Previati: Antonio Sciesa avviato alla morte.
Sala 4*: Qui siamo nell'anno della guerra liberatrice, il 1859. Ci si affacciano allo sguardo fedelmente ricostituiti dallo scultore Clerici i due tipici rappresentanti dei Combattenti di S. Fermo e subito nella bacheca centrale le maschere degli Ufficiali morti in questa gloriosa azione. Domina però la sala il grande e rinomato dipinto del pittore garibaldino de Albertis che riproduce fedelmente gli ultimi istanti del capitano De Cri-stoforis colpito mortalmente mentre guidava i suoi all'attacco di S. Fermo. Nella bella stampa francese Le soir de S. Fermo molto suggestiva per quanto non rispondente albi verità, il Duce vittorioso passa a cavallo in un paesaggio fantastico. In giro alle pareti si svolgono in finissime incisioni colorate, eseguite dal pittore Bossoli per il giornale The Tintesi le vicende della guerra contro l'Austria coi ritratti dei personaggi italiani e francesi, generali e diplomatici, che concorsero alla vittoria. Naturalmente non man­cano le effigi dei tre animatori Cavour, Vittorio Emanuele e Napoleone III, quest'ultimo poi particolarmente ricordato nell'intimità con fotografie originali insieme a conosciuti personaggi francesi dell'epoca. Armi, munizioni e distintivi raccolti sui campi di bat­taglia, altre stampe di particolari episodi, completano la sala.
Sala 5*: L'epopea garibaldina rivive in questa sala. Il grande quadro del bolognese pittore Maiani, Un episodio di Mentana* dà il tono a tutto l'ambiente vivificato dalle camicie rosse del colonnello Pessina e del giovinetto, poi dottore, Brimati. Nelle bache­che la divisa e il ritratto di Giuseppe Sirtori, la divisa di ministro, le decorazioni, l'effigie di Paolo Carcano ritratto anche da garibaldino ed il suo fucile gelosamente conservato. Troviamo qui inoltre una bella raccolta di ritratti di garibaldini comaschi, giornali, documenti dell'epoca da un Iato, dall'altro medaglie al valore, decorazioni e medaglie commemorative del risorgimento. Alle pareti stampe ed incisioni di episodi delle lotto