Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI
anno
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1938
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pagina
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1320
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1320 Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon
anche nelle ore più difficili, uno Stato-popolo ed uno Stato-esercito al modo di Roma, ci ha consentito di segnare con sicurezza al periodo storico che vede risorgere in piedi l'Italia dopo molti secoli una origine che è politica, che ha manifesti i segni della politica interna e della politica estera di uno Stato guerriero, apparendo agli occhi di tutti per la affermazione incontrastabile di una grande vittoria militare.
Le guerre segnano sempre le grandi svolte della Storia! E ben certo che con la battaglia di Torino del 1706 e con quella vittoria che tanto influì sulle sorti di Europa, anche il volto dell'Italia fu mutato: sia per le modifiche territoriali che ne conseguirono negli Stati della Penisola, sia per le nuove influenze dei grandi Stati europei sopra questi minori, sia infine perchè lo Stato Sabaudo, lo Stato piemontese, si svincolò completamente dalle influenze e, meglio, dai pegni e dalle occupazioni territoriali straniere ed ebbe sviluppo così importante, anche di territorio, da diventare senza dubbio il più forte degli Stati italiani.
La positura geografica del Piemonte aveva sempre dato al suo popolo guerriero, governato con la più pura gloria da venti generazioni di Principi Sabaudi e da questi romanamente plasmato alla guerra ed alla pace, tutte le possibilità che ad altri simili piccoli organismi statali avevano fatto difetto dentro e fuori d'Italia. Gli ultimi acquisti territoriali seguiti ai trattati di Utrecht, di Rastadt e dell'Aia avevano creato un Piemonte nuovo, liberato dalla Francia ed ingrandito del Monferrato e gli avevano dato alla fine il Regno di Sardegna che lo faceva Stato mediterraneo oltre che piantato come era da molti secoli nel cuore di Europa.
Nulla è più vero della affermazione che la politica eetera ha le sue radici nella geografia! La qualità oltre che la quantità dei nuovi acquisti era tale da affermare ogni maggiore