Rassegna storica del Risorgimento

CONGRESSI
anno <1938>   pagina <1322>
immagine non disponibile

1322 Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon
mediterranea l'usasi nel crogiolo ardente di Roma e passata al mondo sotto il nome di civiltà occidentale.
Ma l'idea dell'unità non è ancora Punita stessa e non fu il solo, il principale mezzo per raggiungerla, anche se elemento riflesso e determinante ad un tempo di talune situazioni poli­tiche. Soltanto lo Stato Sabaudo con la sua romana struttura di Statopopolo e Statoesercito potè accostare e fondere cruelle genti divise e farne ancora un popolo, potè dare la sua anima alle varie possibilità della stirpe, potè armare di baionette la grande idea.
Torino, capitale dello Stato Sabaudo, città che nelle sue stesse pietre porta manifesti i segni di un modo di vivere e di governare i popoli che qui, da Roma al Fascismo, non ha mai subito né obnubilazioni né tramonti, è la sede naturale di questo Congresso. Anche le mura di questo palazzo sem­brano avere un'anima! Nato come porta armata del Castroni e della Città di Cesare e di Augusto, si trasformò in fortezza medioevale dei Vostri Avi, Maestà, fu loro residenza regale nell' Evo moderno e divenne infine la prima sede del Senato del Regno d'Italia.
In questa terra tutto: gli spiriti e le cose ed i fiumi e i monti e le piane e i colli e l'aria stessa affermano ed esaltano la forza, la gloria, la potenza di una tradizione che è orgoglio di tutti e che ha un nome solo: Savoia! Per questa tradizione nella unità spirituale e politica, che nulla ha mai potuto pie­gare e nessuno è mai riuscito a frangere, si afferma una così tenace continuità di vita che pure da ogni elemento spezzato rampollano mille tralci. Da quando una entità politica rinasce dopo la Roma dei Cesari qui, per una non mai interrotta catena di eventi dello stesso Stato, si giunge alla Roma fascista del Vostro Impero, Maestà. Se la forza della tradizione e la forza dell'unità sono limpida gloria della Casa di Savoia sempre strettamente legata alle sorti del suo popolo, Voi, Maestà, questo millennio di tradizione eroica ed incontaminata avete lanciato