Rassegna storica del Risorgimento
CONGRESSI
anno
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1938
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pagina
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1324
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1324 Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon
rinnovati. Feconda e silenziosa questa Torino che, pure vivendo in fervore di opere, monta oggi ancora come sempre la guardia alle frontiere per l'Italia e per l'Impero.
Maestà,
queste parole non sono nuove; ma quale migliore successo alla parola quando questa può rivelare agli ascoltatori i sentimenti che tengono riposti nello spirito o risvegliarli da un loro sonno ? Quando può creare, veicolo sublime, una continuità di opere tale che l'una si agganci all'altra con solide giunture e nulla della fatica e del travaglio umano vada disperso ? Mai come oggi uomini maturi, provati alla guerra ed al governo della cosa pubblica, temprati nella atmosfera ardente di una Rivoluzione vasta e profonda, ciascuno per la parte piccola o men piccola che gli compete, ebbero cosi chiaro questo dovere di insegnamento aftinché nulla si disperda di un patrimonio veramente glorioso, affinchè si formino nuovi caratteri nelle generazioni che sorgono.
La necessità della sintesi nella Storia è la stessa Storia; ma senza l'analisi non vi è sintesi. I fatti e le dottrine, che stiamo rivedendo con l'occhio di chi ha vissuta la grande guerra e la Rivoluzione fascista, come avviene di ogni verità destinata a resistere al tempo ed a diventare possesso di tutti, si riducono semplicemente a pochi avvenimenti decisivi e ad alcune idee lineari. La loro evidenza non sarà mai abbastanza confermata e mai abbastanza mostrata al popolo.
Perciò è stata allestita con grande cura la prima parte di un Museo del Risorgimento in quel Palazzo Carignano, dove ancora parlano i muri e dove la chiarezza della dimostrazione è 8trettamente legata alla nobiltà del luogo e dell'ordinamento.
Perciò il Regio Istituto per la Storia del Risorgimento, istituto di origine fascista, dal 1934 ad oggi ha pubblicati